Sto qua qualche secondo, distesa su questo prato che un pò mi è mancato. Ma sto dedicandomi ad altre scritture. Sto dedicandomi anche alle fratture della mia vita che nemmeno trazioni o gessi riuscirebbero a sistemare. Ma c'è sempre un valido motivo per cancellare la lavagna e iniziare a scrivere un nuovo capitolo.
Sono successe molte cose in questo mese e mezzo. Potrei farne un elenco come il biglietto per la spesa.
Ho sepolto due amicizie di lunga data. Il motivo è questo: " non tutto dura in eterno".
Stranamente non ho rimpianti, nè emozioni al riguardo. Non mi interessa. E' stato come chiudere una tapparella su un tramonto invernale e piovigginoso.
Alla fine Andrea non l'ho mai visto. Nemmeno di lui mi interessa sapere riguardo la sua vita. Reincontrarci sarebbe come farsi il resoconto di setti anni appena passati. Che ci si racconta?
"hai cambiato macchina?"
"Sì, perchè mi hai vista?"
"Sono dimagrito 4 kg e posso mettermi i jeans che usavo negli anno '80"
"Ah, complimenti! Invece mio padre è morto e l'unica persona con cui avrei voluto piangere sei tu, e invece, porca puttana che hai fatto? Sei dimagrito? Ma chi se ne frega. Fottiti."
Avrebbe senso? Ma per l'amor d'Iddio!
Tra le cose senza senso ho incontrato una persona di cui non avevo traccia da 4 anni. Credo sia il periodo dei ricorsi storici. Mi sono buttata come quel deficiente che attratto dalla limpidezza del mare, ci si butta, non mettendo in conto che anche se fuori la temperatura è pressocchè primaverile, quella dell'acqua potrebbe far affogare una foca monaca. Senza il minimo senso, dunque. E' disarmante, lo so. Dovrei ficcarmi in questa maledetta testa vuota tre cose fondamentali:
1. non regalarsi (intendo mentalmente, ovvio)
2. non illudersi sul conto degli uomini.
3. mettersi la muta stagna prima di tuffarsi.
Devo essere proprio pervertita per continuare a nuotare in queste paludi gelide.