NO FOTO
motto del giorno : La verità non è sempre rivoluzionaria
La trasferta sembra abbia ristabilito un certo strano equilibrio nella mia precaria instabilità.
Non che stia splendidamente ma, come dire, tutto fila liscio e per esempio non ho quel senso di "bulimia divorante" .
Sono passata sotto ad un paio delle solite scannerizzazioni e sembra sia sparito il mio calcolo da 2,5 cm. Mi chiedo dove se ne sia andato.
Billi va di bolina, cazza la vela, va di traverso, lasca la vela e va di poppa. Aspetto il suo nodo Savoia e intanto sogno una piccola barchetta solcare i frangiflutti davanti al molo pescheria.
Ogni sera suona il suo clarinetto e io pretendo l'inno alla gioia di Beethoven.
Logico, poi gioca la play station, mica sono la signorina Rotthermayer.
Lolli ha preso un 37 pollici lcd e oggi ha messo tutto in ordine il soggiorno prima di andare a lavorare. Credo che la mia presenza, da bacchettona instabile le stia dando un aiutino.
Oltretutto è bello sentire la pioggia che si sfracella sugli abbaini.

Attilio se n'è andato sabato sera.
Laura mi ha telefonato domenica mattina e appena ho visto il suo numero sul display del cellulare mi sono messa a piangere. Ha dovuto consolarmi. Mi ha passato Viviana e ho pianto di nuovo. Anche lei ha dovuto consolarmi.
Appena oggi, finite alcune incombenze post lavoro, sono andata su. Ci siamo abbracciate e abbiamo parlato di un sacco di cose; della tenda del bagno, di Max Pipponis ormai eunucconizzato, del nuovo gazebo in giardino, del salotto che Attilio aveva appena ridipinto sbagliando tipo di pittura, del divano blu che lei un giorno ha letteralmente segato in due e ricomposto con uno strano puff triangolare, delle piante, del gelsomino che ormai ha abbracciato il grande pino e dell'acero di Edgardo che vive da tre anni nel suo giardino. Abbiamo fumato, tagliato la cipolla, tanto per poter dire che quelle lacrime sono solo l'irritazione, e tagliato tre tipi di peperoni. Alle 18.00 e' arrivato Franco, ci siamo bevuti un caffelatte e mi ha mostrato, dal suo pc, una specie di you tube porno e visto che c'eravamo in mezzo a certi discorsi, calcolatrice alla mano, ha iniziato ad ipotizzare una specie di planning nel caso la nostra fottutissima azienda metta me e Laura in strada e su quanto potremmo introitare facendo le (diciamolo in modo molto romantico) " dame di compagnia per uomini annoiati". Dunque, mettendo in conto il suo contributo con tanto di percentuale per procacciamento di clienti, pulizia delle stanze, lavaggio della biancheria e, tenendoci ai prezzi di mercato, il guadagno netto che ne è uscito si aggirerebbe attorno ai 5000 euro mensili, cadauna ed esentasse. Era tanto per ridere perchè mentre io e lui facevamo i conti lei rispondeva a tutti i centinaia di messaggi per ringraziare delle condoglianze. Verso le 19.00 ci siamo dirette a casa di Attilio. Saranno stati almeno 6 anni che non ci passavo. Viviana mi è venuta incontro con Birba, e ci siamo sistemate in cucina, io capotavola e loro di fronte a me, compresa la sorella di Laura. Mentre le guardavo parlare di Attilio, di come è stato male, di come se n'è andato, di tutto quello che ha patito negli ultimi mesi, mi sembrava di vedere Lolli, Liliana ed io, quando è morto Edgardo. Quasi le stesse parole, quasi le stesse situazioni, quasi tutto uguale, come se nelle parole ci sia la chiave per rappacificare l'anima, per scacciare la vista, e per vomitare quello che non si è digerito. E si può digerire la morte? Ci vuole tempo. Tanto tempo.
L'ho mai detto che quando Edgardo se n'è andato ho fatto scrivere sul giornale: Ti addormenti su una sponda e ti risvegli sull'altra, dall'ultima poesia di Carver? Molto probabile di no, sono ancora in fase digestiva.
Ho rivisto anche Dario. Ci ha portate a vedere la sua casetta stile Biancaneve e i 7 nani, tutta curata, ben arredata, con un grande camino e ninnoli raccattati per mercati e mercatini. Non ci vedevamo da almeno 12 anni e abbiamo rivangato le nostre uscite in giro per il Friuli in cerca di galline, galli e colombi di razza che lui con passione allevava finchè una faina , una notte d'inverno, se li è pappati tutti, lasciando una strage di teste, becchi e penne insanguinate nel giardino. Siamo tornate a salutare Viviana e prima di andare ci siamo mangiate le fragole che Attilio ha piantato nel piccolo orto dietro la casa.
Domani mattina di buon'ora vado in sacchetta a curiosare Billi sull'optimist. Parla già come un piccolo Soldini. Anche Attilio ha una barca a vela.

quand'è che si potano gli alberi?
mi sembra il periodo propizio
magari basterebbe una piccola svista per salvare una giovane foglia.