
Voglio adottare l'epitaffio di Man Ray : "Non curante, ma non indifferente"
Dopo essermi depurata da personaggi , finti e presunti, è sopraggiunto il momento dell'idrocolonterapia. Dal momento che non amo che uno sconosciuto con camice bianco mi sodomizzi con un tubo pieno d'acqua, ho trovato l'alternativa in pillole. E' un rimedio ayrvedico che sembra ti pulisca il colon in maniera magnifica, insomma poi dovrebbe sbrillucicare come l'argenteria della regina Elisabetta. Temo solo che la mia pancia inizi ad intonare il "va pensiero" in piena riunione o nell'autobus affollato del pomeriggio. Ma chi se ne frega insomma. Mas mi chiede se i miei spasimanti siano rimasti tutti là, nel colon, intende dire. Mah, a dire il vero non so dove siano transitati dopo essere stati espulsi dalla mia scatola cranica. Perchè tormentarsi per cose inesistenti , inconsistenti, svenevolezze inutili. Non ne vale la pena. Adesso, a parte un malessere generale, sto quasi bene.

giovedì, 23 agosto 2007
Ti chiedo di levarti dai piedi perchè sono disgustato. Sono disgustato da come ti comporti nei miei riguardi: vai, vieni e sbatti tutto come io fossi una finestra. Ti arroghi il diritto di giudicarmi. Ti arroghi il diritto di confondermi. E poi, come un'alba nucleare ti presenti su un pianeta di macerie. Mi mandi all'inferno e a volte vieni giù a farti un drink, giusto per vedere a che livello hai deciso di lasciarmi. Io non ti perdono nulla e non mi troverai al mio posto. Mai.
Mi sembri un vecchio panno: sai che fine fa a furia di sciacquarsi dalla macchia?
Sei abbastanza intelligente per andare a quel paese e restarci, comunque in ottima compagnia.

Adesso 23 novembre 2007
Ti chiedo di levarti dai piedi perchè sono disgustata. Sono disgustata da come ti comporti nei miei riguardi: vai, vieni e sbatti tutto come io fossi una finestra. Ti arroghi il diritto di giudicarmi. Ti arroghi il diritto di confondermi. E poi, come un'alba nucleare ti presenti su un pianeta di macerie. Mi mandi all'inferno e a volte vieni giù a farti un drink, giusto per vedere a che livello hai deciso di lasciarmi. Io non ti perdono nulla e non mi troverai al mio posto. Mai.
Mi sembri un vecchio panno: sai che fine fa a furia di sciacquarsi dalla macchia?
Non so se sei abbastanza intelligente per andare a quel paese e restarci, comunque in ottima compagnia, di te stesso.
Bene a 3 mesi di distanza, vedo che siamo giunti ad un accordo.
Ognuno al proprio paese.

COPIONE
un passante non proprio per caso - adesso che ci penso
IO - cosa
un passante non proprio per caso - nel catalogo ho messo pure il mahabharata
IO - non so cos'è
un passante non proprio per caso - e' un antichissimo poema epico indiano, messo in scena da Peter Brook anni fa dallo spettacolo teatrale e' stato tratto un dvd
un passante non proprio per caso - lo conosco bene
un passante non proprio per caso - pensa come una scelta del genere possa andare sugli scaffali di roma/firenze/bologna padova/ferrara
IO - perchè?
IO - pensi che non possa essere apprezzato?
un passante non proprio per caso - non e' una scelta diciamo "natalizia"
un passante non proprio per caso - io lo vidi per caso a Parigi anni fa, quando tornai divenne per me una regola, al primo invito a cena, avrei cucinato un piatto indiano, il kari.....
un passante non proprio per caso - cosi' da allora ogni volta che qualcuno viene a cena a casa mia lo preparo
un passante non proprio per caso - e come sottofondo metto le musiche dello spettacolo che portai a casa su un vinilone mettendolo in valigia
IO - mio dio
IO - poi tornano?
un passante non proprio per caso - si
IO - accidenti
IO - metti anche funghi allucinogeni da qualche parte?
un passante non proprio per caso - no...metto le sacche di plastica nascoste sulle sedie per fare le scoregge!!!
IO - madonna
IO - sei quasi d'annunziano
un passante non proprio per caso - a fine cena invece come digestivo
un passante non proprio per caso - metto una rara e terrificante registrazione di uno strumento futurista il liquimofono
IO - non so che dire davvero
IO - io faccio uccellini con il purè quando viene qualcuno
IO - ovvero una volta ogni 5 anni
un passante non proprio per caso - e' tutto vero sacchetti sulle sedie a parte
IO - purtroppo ti credo
un passante non proprio per caso - il fatto e' che raccontato cosi' sembra terrificante....
un passante non proprio per caso - non sai invece le risate che ci si fanno sopra
IO - sì sì lo credo invece
un passante non proprio per caso - il kari poi quando ne racconti l'origine
un passante non proprio per caso - potremmo una volta trovarci e preparare kari e uccellini di pure'
IO - ah si...dove? nel bagno dell'agip a quarto d'altino?
un passante non proprio per caso - se la cena ce la sponsorizza l'idraulico liquido si puo' fare
IO - c'è sempre il moet chandon indiano
un passante non proprio per caso - ah vero
IO - comperato prima dell'aumento dei prezzi natalizi
un passante non proprio per caso - quando torna tua sorella puoi fare a meno di chiederle dell'india...ce la siamo gia' giocata questa sera
IO - nella scoreggia da sacchetto della coop sulla sedia?
un passante non proprio per caso - eh certo.....per il sacchetto e' meglio della Lidl suona piu' teutonica
IO - il Lidl a me ricorda uno spaccio ubicato dentro la centrale di Cernobyl
un passante non proprio per caso - ci entro sempre come alice nel paese delle meraviglie
un passante non proprio per caso - ambientato pero' nella germania est prima dell'abbattimento del muro
IO - io ci sono entrata una volta ho preso del kebab surgelato e circa una decina di pacchi di biscotti di marca tedesca. Il kebab aveva l'odore del magime per maiali , ho provato ad assaggiarne un pezzetto e mi è venuto su un conato di vomito e l'ho travasato direttamente dalla padella alla spazzatura. Credo che i miei problemi digestivi siano iniziati quella volta
un passante quasi per caso - ho fatto un'esperienza simile prendendo una confezione surgelata di involtini primavera. la cina surgelata nella germania post-comunista
IO - ma non andava di moda la dieta zona?
un passante quasi per caso - la dieta se mi vuole deve marcarmi a uomo
IO - ti avviso che questa nostra conversazione riempirà la pagina del mio blog anche se ti secca, non hai alcun diritto di copyright

Siamo da Liliana. Abbiamo cercato di infilare le nostre tre facce nella web cam , mentre chattavamo con Lolli. Lei non poteva parlare ma potevamo sentire i rumori della ventola nell’internet point. Liliana è rimasta entusiasta di come funzionano le cose qua davanti ad un pc. Ha potuto parlare con sua figlia per mezzo di un piccolo aggeggio attaccato ad un video.
In questa casa si trova di tutto, basta aprire uno sportello a caso o aspettare qualche secondo, che arriva Liliana con intercedere felino e ti allunga una fotografia di almeno 30 o 40 anni fa, una lettera leggermente stropicciata, una cartolina non scritta, un depliant anni '60 con l'immagine patinata di Capri, una brochure di Petra che lei e papà hanno visitato nella notte dei tempi. Mi appoggia sul tavolo una fotografia color seppia con una lunga piega nel centro e piena di macchie chiare. C'è un gruppo di persone : alla sinistra seduta una donna con i capelli bianchi con un vestito a quadretti lungo, al centro si intravvede un'altra donna più giovane , tagliata a metà dalla frattura del cartoncino; poi si stringono a loro, in piedi , cinque bambini. In piendi un'altra donna e sullo sfondo baracche malconcie. Uno di quei bambini è il papà di mia mamma. Ma nemmeno Liliana riesce a ricordare quale sia.
Sul retro sta scritto in asta filetto color seppia:
Internato italiano
per Marco
al signor Marcello
Electro Werche in Staal Drau bei Marliurgh
Steier march
Austria
9/1/17
Caro fratello e figlio
Vi spedisco questa nostra presente
con la brama del cuore desidero che tu la ricevi. Attendo tuo scritto ansiosamente e auguro bene e fortuna. Iddio vi protegga fino al nostro felice ritrovo speriamo da intendersi a breve. Fammi sapere qualcosa da Regina e fra giorni ti spedisco pure una per ella. Intanto vi braccio unita alle sorelle e tutti i nipoti
Tua madre indimenticabile Battistina.
Billi ha trovato un mazzo di tarocchi in un armadio, e mi ha fatto scegliere 7 carte:
Il matto
Il papa
La temperanza
L’appeso
Il mondo
L’eremita
Il sole
La sua interpretazione da mago Zurlì:
Sei un po’ matta (il matto), hai molta fiducia nelle persone (il papa) , martelli sempre (la temperanza), ti appenderai ad un filo di ceramica (l’appeso), ci saranno 21 anni di fortuna ( il mondo) diventerai come il nonno di Heidi soltanto femmina (l’eremita); quando sarai nel paradiso mi penserai sempre (il sole).
Poi ha scelto lui le sue 7 carte
La forza
La papessa
Il mondo
Il matto
L’imperatrice
L’appeso
La temperanza
La mia interpretazione da maga Zurlina
Con la forza (forza) e con l’aiuto di una persona positiva, come la tua mamma (la papessa) farai parte di questo mondo (il mondo) con un pizzico di follia (matto) farai grandi imprese e incontrerai una donna importante (l’imperatrice) che ti farà camminare a mezz’aria (l’appeso) ma la temperanza ti aiuterà sempre!!!!
Non gliel’ho detto, ma domani mi informerò per aprire uno di quei numeri 899 dove ti leggono le carte.

pensa a noi.
Queste foglie, lo stormire stanco
che ci ha fatto venir sonno dopo pranzo
fino a farci sdraiare.
Medita sulla mia mano sul suo seno,
lei a palpebre chiuse, le labbra bagnate
sulla mia fronte, e l'ombra degli alberi
sospesa al soffitto.
Quanto tempo è passato. Non sa
stabilire cos'altro vi sia.
E sempre il sospetto
che noi non esistiamo.
[C. Simic - ZOO]
Attilio ha il cancro ai polmoni. Laura mi ha chiamata stamattina alle 8. Oltre a non sapere che dire, non so nemmeno a cosa pensare. Nemmeno ho saputo cosa chiederle. Sembra sia anche molto avanzato e probabilmente, da come ha detto lei, non c'è proprio niente da fare. Faranno comunque qualcosa. Le ho detto che in qualsiasi momento mi può chiamare e che andrò con lei dove serve andare. Siamo riuscite anche a ridere e non ricordo nemmeno per cosa. Mi è venuta in mente la barca di Attilio. Chi se ne prenderà cura ora?
Oggi non sono uscita, nè uscirò. Si è scatenato il finimondo e non ha ancora smesso, come se quella prima chiamata mattutina abbia svegliato qualcuno che stava dormendo il suo sonno perenne. Per concludere la serata, si è pure fulminata la lampadina del bagno.
Lolli fatti viva.
Liliana ha letto qualche pezzo del blog. Se ne stava seduta in poltrona con le gambe sullo sgabello e il mio portatile sulle ginocchia. Se non sapessi che ha 84 anni e che si definisce un'ultracentenaria, direi che sembrava una ragazzina. Leggeva e rideva.
Per stasera le parole bastano. Sto preparando la roba, e Lui mi sembra tra lo spaventato e l'indifferente. L'unico problema è il freddo. La bora si scatena a strattoni, come un gigante incatenato.
[alla fine non me sono andata oggi.
Questione di convenienza e sopravvivenza.
Stavo pensando a joyceD e pensavo che allora davvero non vale la pena dimosrtare niente a nessuno.
Nè vale la pena ascoltare tutte quelle parole dal tono solenne, ma alla fine dei fatti, vuote come le carcasse dei bufali.
Nè vale la pena cercare di annodare fili di niente, mettendoci la forza e l'impegno come se si legasse un'ancora ad una nave.]
Per stasera possono bastare le immagini.

Billi e la sua bolla di sapone

La scuola di musica

scarpeallegre

tramonto di qualche ora fa

a d e s s o

OM
Il tono è quello di ieri. Solo che al posto della collega finto-ninfomane oggi è stato il compleanno di una che sta un pò sulle palle a tutti. E' una stramba. Cammina come se avesse un palo perenne tra le gambe e a volte quando parla si molleggia sulle gambe e sembra che stia per scrollare l'ultima goccia di pipì. Comunque solite cose di circostanza, gli auguri, le domande su quanti anni ha e come (oh!) non li dimostra per niente. Ha fatto comunella con una più vecchia. Sembrano mamma e figlia. La vecchia ha avuto un cedimento psicologico e io mi sono fatta un film. Insomma è tornata con uno strato di fondotinta, gli occhi truccati, con una giacca nuova, le calze color muflone anzichè le solite cammello chiaro, un rossetto piuttosto anni ottanta colo bronzo. Il film che mi sono fatta è che si è trovata nella crisi di mezza età e ha deciso di venirne fuori, occupandosi di sè stessa, curandosi finalmente dell'aspetto trascurato per tanti anni. Appena rientrata dalla malattia mi ha detto in tono concitato che prende delle gocce che la tirano su di morale. Dopo di che non mi ha mai più rivolto la parola.
Per il resto non è cambiato un granchè in giro. Ascolto Mozart. Butto l'occhio su un test che l'Istituto di fisiologia clinica mi ha inviato per un sondaggio del CNR. Sbadiglio. E' molto probable che domani vada via di casa. Ma credo che nemmeno questo cambierà un granchè.
Lolli mi scrive:
13.11.2007 KANCHIPURAM
Abbiamo conosciuto Bala nella bottega del sarto a Mamallapuram, ci ha detto che aveva la macchina nuova comprata solo da 1 mese e che era disponibile come tassista.
Non so come e' andata ma ci siamo ritrovate con lui per un giro in giornata ai templi di kanchipuram tra Mamallapuram e Chennai...ha cominciato a piovere dopo mezz'ora che siamo partiti, qui non piove ma diluvia ( a est era appena iniziata la stagione delle pioggie, ma il nostro giro prevede l'ovest...quindi...), in pochi minuti tutto diventa marrone di fango e le terre circostanti diventano paludi..fattosta' che ho un ricordo di saltelli a piedi nudi fra le pozzanghere per visitare i templi.Nel primo templio abbiamo trovato un monaco anziano di una dolcezza e delicatezza unici , ha 83 anni ( ma ne mostra 200) che con pazienza certosina ci illustra monolita per monolita scolpito , il suono delle sculture di pietra allo schiocco delle unghie e' identico al suono dell'oro per alcune e dell'argento per altre, incredibile! Lasciamo il primo templio soddisfatte anche se fradice e ci dirigiamo al secondo .E' chiuso , ma arriva subito uno vestito col choli ( e' il sarong degli uomini qui ma che se lo piegano a mo' di gonnellina corta )e camicia scozzese, con la cenere rossa e bianca impressa sulla fronte (il rosso e' il simbolo femminile, il bianco quello maschile nella credenza indu' ...e' un discorso assai ampio di cui ho capito ben poco, ma un'idea ce l'ho ), ci dice che per 150 rupie a testa ci fa entrare e cosi' ci apre il cancello e ci fa visitare il posto...gli chiedo se un monaco, no non lo e', gli squilla il cellulare e lo estrae da sotto il choli ...qui tutti hanno il cellulare anche i barboni, e giuro non so come ma tutti non fanno altro che parlarci dentro ( che facciano finta?)...terzo tempio..che palle...e terza piattola che fa da pseudo guida , anhce Bala si rompe e dice che i prssimi templi li visiteremo insieme , visto che al monaco si da' solo un offerta e non si devono pagare 200 rupie per una benedizione.E' simpatico sto autista , cosi' chiedo se lui fa anche viaggi lunghi ( mi ero informata in un agenzia di tassisti quindi gia' sapevo i prezzi), dice di si e quindi concordiamo tempo del viaggio per raggiungere il Kerala (800 km) giorni di viaggio (5), tappe e costo. Siamo d'accordo ci incontreremo piu' tardi al villaggio per vedere la mappa.
Martedi' si parte.....
14/11/2007 LA SCUOLA...
Paretenza alle 9.30
Il mio massaggiatore ha arrangiato un riscio' che ci porti a Trivandrum alla scuola di massaggio, gli spiega l'indirizzo questo scuote la testa ( qui in in India chi scuote la testa risponde SI...capirai gli incasinamenti !) sono 20 km da qui ...noi concordiamo il prezzo 350 rupie andata e ritorno ....non abbiamo ben chiaro se il driver e' rincoglionito, o fa il "mona per non pagare il dazio" oppure non capisce na mazza di inglese - mi sto accorgendo che se 20 anni fa mi dicevo che l'inglese degli indiani e' facilissimo e comprensibilissimo, adesso o se lo sono completamente dimenticato oppure il mio si e' talmente raffinato che non ci capisco na mazza ...- fattosta' dopo aver girato tutta la citta' ( e qui per citta' si intende un bordello , solo per far un esempio Madurai e' solo un puntino sulla carta geografica - dico NON 2 cerchi concentrici ehhhh- e conta solo 2 milioni di abitanti aghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh)ci porta in una certa NURSERY HOME per ayurvedic health fitness , a me non sembra sia la stessa sigla che mi aveva dato il massaggiatore che diceva cosi' Kerala Ayurvedic Panchakarma Institute. Entriamo ci fanno accomodare alla scrivania del direttore santitario , un medico ci presentiamo e bla bla chiediamo informazioni, lu ci dice che qs e' una branch e che la sede centrale e' in un ospedale, telefona , ci da' indirizzo e ci spedisce la' per dettagli. Stiamo per salire sul riscio' quando fuori da un edificio appare di quasi corsa verso di noi un occidentale , bamicia aperta bianca e mutandoni bianchi , scalzo , viene da me emi chiede se dormo in una guest house, ma il tutto con fare segreto e circospetto, gli chiedo se lui sta facendo il corso e lui dice che no sta facendo i trattamenti e che non si trova assolutamente bene, sempre bisbigliando, chiede il n. di cell del nostro driver rincoglionito...BOHHHHH a me e' sembrato il pazzo che vuole fuggire dal manicomio,oppure gli hanno fatto un mega clisterone come usano qui e lui non se l'aspettava ....spazientate dico al driver di chiamare il massaggiatore e chiedergli ando' cazzo sta sta scuola visto che quella noi siamo sicure che non e'....si parte ...arriviamo in una villetta con centro massaggi piano sotto farmacia ayurvedica super fornita e ambulatorio medico, sopra le camere coi lettini.Il medico e' cordiale e ci spiega che il corso consiste in 3 ore al giorno a nostra decisione , per 6 giorni la settimana , per 2 settimane : massaggio all'olio, massaggio testa e massaggio viso ( dovete provarlooooooo) = massaggio alle erbe....adesso a noi sta la decisione se: trasferirci a trivandrum per due settimane e morire nel gas dei tubi di scarico, oppure rimanere quia kovalam fare scuola la mattina considerando 2 bus per andare e tornare di un ora a viaggio, oppure trovare una sistemazione a meta' strada per lo meno nella natura ...come procederanno gli eventi????? certo non ci stressiamo a pensarci adesso ci penseremo domani....
Alle 15 e 30 percorrevo il vialetto che porta alla clinica dove avevo l'appuntamento per il massaggio e la prima seduta di sirodhara entro e mi accomodio sulla sedia , raccontando al ragazzo quello che abbiamo parlato col dottore della scuola ( dove lui ci ha mandate), dice che prova a cercarci lui una sistemazione , vedremo...poi mi dice che quando arrivavo dal vialetto lui e il suo capo mi hanno visto davvero bella oggi, e io arrosisco un po' e certo gli dico che e' merito dei suoi massaggi... e' vero il massaggio al viso e' un esperienza bellissima , lo fa con una pomata allo zafferano ed altre erbe con un odore intenso di legno di sandalo ( l'ho comprata anch'io :)))) ....
vado a mangiare finisco dopo :)))))
baciooooo

La giornata non è iniziata molto bene. Alle 7 e qualche manciata di minuti ha squillato il telefono, era Lolli dall'India. Ha scodellato una serie di parole concitate riguardo anelli, ciondoli, collane, bracciali, del prezzo dell'argento, di un mercante tibetano con cui non si tratta, di mail dalle sue amiche che le chiedono dei sari e dei monili e che lei non anticipa per nessuno e che sei io voglio le devo versare almeno 200 euro in conto corrente. Poi ha detto che aveva dormito di merda perchè due cucarache avevano imperversato nella stanza e che allora andava in spiaggia. Ha salutato e chiuso. Se avessi parlato al telefono con uno che ti vende una batteria di pentole probabilmente mi avrebbe lasciata meno basita. Mi aspettavo un tono più rilassato: un "come stai", un " che magnifici posti" , un "avrei un sacco di cose da raccontarti ma il tempo è poco", un "il sole splende e la luna è proprio quella delle favole indiane" che ne so ..un semplice piccolo e raccolto racconto che solo tra noi due riusciamo a fare, senza entrare troppo nei dettagli, invece solo cose pratiche di cui avremmo potuto parlare tramite mail. Probabilmente la mia predisposizione alla logorrea scialorroica mattutina è, diciamo, molto limitata. Per il resto giornata lavorativa tranquilla, qualche risata di circostanza con una collega che vira sul finto-ninfomane-post-menopausa, pomeriggio a trovare Liliana, un pò di spesa e rientro a casa.
Ricevo una mail che apro per caso, da una casella di posta elettronica che non utilizo quasi mai, dove Alberto mi informa con tono pressochè entusiasta (il pressochè sta a significare che non si avvicina nemmeno a sfiornare, l'entusiasmo) che finalmente suo padre gli ha comperato casa. Mi allega anche 3 o 4 foto che probabilmente avrà girato anche agli altri suoi amici. Poi mi informa che il suo nuovo compagno lo sta prendendo e che bla bla bla, dicendo la solita frase del cazzo di tutti quelli che da single erano sempre depressi ma disponibili mentre appena si accasano , spariscono. Non è questo che mi abbia fatto girare i coglioni. Diciamo che tre giorni fa, quando gli ho chiesto se fosse disponibile a venire con me a Bologna per uno o due giorni - visto che ci devo andare per forza e mi fa piacere che sia lui a condividere con me il rash finale dei miei tagliandi annuali - bhè mi ha risposto che un giorno passi, ma due... come potrebbe dire al suo nuovo compagno che se ne va via con una sua amica per due giorni? (cazzo eh, per due giorni!) Ora, non è per fare l'acida a tutti costi, ma poteva evitare di darmi della "una delle mie amiche" sottovalutando tutto quello che sta a monte. Sicchè il giramento di coglioni dopo la mail di stasera si è amalgamato con quello di tre giorni fa e con quello di cinque minuti dopo.
Cinque minuti dopo , appunto.
Ricevo due telefonate da numero privato, a cui una non rispondo perchè non ce la faccio, e l'altra corrisponde ad una tizia con forte accento romano che mi informa che il 15 novembre mi consegneranno un pacco. Poichè da JoyceD ricevo solo e-mail con oggetto: Notifica di lettura (per le quali lascio all'immaginario comune, scoprirne il contenuto) e chiamate sporadiche da numero riservato questo ha contribuito, prima ad illudermi, poi a incupirmi e di conseguenza a farmi girare i coglioni. Non voglio analizzare la mia psiche troppo a fondo, ma forse sono gelosa di Alberto, mi urta mia sorella che se la gode al mare e infine mi strarompe le palle dover dipendere da qualcun altro. Tutto questo per dire che, non essendo in fase premestruale, è utile che me ne stia per conto mio per un pò, che non risponda a numeri riservati, che non legga mail da amici che di solito alzano una cornetta per dire qualcosa incece di scrivere come se abitassero a Toronto e la cosa meno dispendiosa sia mandare un messaggio di posta elettronica, e soprattutto non sarò io a scrivere per ottenere solo "notifiche di lettura". Condono solo mia sorella perchè da consaguinea ha il diritto di prelazione. Alla larga quindi , nella speranza che sopraggiunga la bora per dare un pò d'aria a questi neuroni nevrotici.

... l'inizio di una sedia
per Stewar che mi ha intimato in tono quasi perentorio di sbrigarmi a mandare qualcosa di Strand. Probabilmente la conoscerà. Probabilmente l'ho già messa tempo addietro. Non me lo ricordo ma, se non era questa, era un'altra. Va letta, prendondo un bel pò di fiato all'inzio, perchè l'aria deve sussultare nei polmoni così come dettano le virgole. Le parole vengono spinte dal diaframma fino ai denti e traboccano dalle labbra. Almeno, così la leggo io, e ogni volta mi sbrilluccicano gli occhi.
Cos'era
Era impossibile da immaginare, impossibile
Da non immaginare; il suo azzurro,l ‘ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori di se stesso, fuori di qualsiasi idea
di sé descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto entro un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che affoga
in sé, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo vuoto tenero, piccolo che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e così sempre,
e sempre perché, e solo perché, essendo stato, era…
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia,; era il mondo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai più chiesto nulla. Era quello. Senz’altro quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
Che quando se ne andò, come doveva, nessun dolore riusciva
A contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
Dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
Dimenticato da lei, la penna che lei lasciò sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
Sedevo, come attendevo ore, giorni. Era quello. Solo quello.

Benito Mussolini assieme al poeta giapponese Harukichi Shimoi, combattente come ardito nella Prima guerra mondiale, amico di Gabriele D'Annunzio e ideatore del raid aereo Roma-Tokyo
SENZA FINE
La canzone che ascolto oggi - senza fine - [e anche la foto] la dedico a JoyceD che so capirà cosa intendo e so che sa, che attendo una risposta diretta alla mia domanda diretta.
Sul fronte India le cose si sono riprese alla grande, per fortuna. Ho ancora vivido il ricordo dell'India del 1989.
Ricevo questa mail mentre sto parlando e vedendo mia sorella in web cam:


Ecco fatto. Ho talmente malmenato il template che alla fine ho dovuto cambiar tutto. Ho perso il mio povero Dio di Michelangelo a cui ero tanto affezionata per uno sfondo blu anonimo. Ora ,nel suo anonimato spero si legga senza intoppi. Io che amo curare l'estetica mi sento ingabbiata in un rettangolo a disposizione di tutti, ma ho proprio un approccio negativo con tutto quello che mi sembra irragiungibbile, come il linguaggio html, e mi tocca adeguarmi. Tant'è, non si può aver tutto.
Ho ricevuto scarne notizie dall'India. Un messaggio tristissimo l'altra sera dove la mia gemella mi diceva di trovarsi in una stanza di un albergo tremendo, miserabile e sporco, caos giorno e notte, pieno di scarafaggi e che se il Kerala non fosse migliore delle bolgie dantesche per le quali aveva transitato fino ad ora, se ne sarebbe tornata a casa. Una vera disperazione: "sembra un thriller..ma ne usciremo?" Niente di più simile ad una metamorfosi kafkiana, nel vero senso della parola. L'ho immaginata su una brandina per 7 euro a notte, rannicchiata dentro ad una lurida coperta, mentre uno squadrone di insetti neri percorreva in tutte le direzioni, le pieghe della lana. Brrrr... Le ho scritto che se fosse stata una questione di soldi le avrei prestato io il denaro per andarsene magari a Le Reunion ma che non doveva tornare a casa. In fondo è un viaggio non l'espiazione dei suoi peccati, sempre che lei ne abbia.
Sembra che il giorno seguente sia arrivata in un posto quasi umano perchè il tono del suo umore era migliorato:
"Siamo a Mandurai, hotel da 20 euro, con tv e ristorante..famo le americane."
Dopo questo non so altro. Spero mi scriva presto. .Stasera sono vneuta a casa sua, per controllare che tutto sia a posto, acqua, gas, piante e posta. Billi mi ha chiesto se rimaniamo a dormire qua per ridare vita alla casa, e abbiamo preso qualcosa da mangiare. Fa freddo, ho aperto il riscldamento ma ci vorrà del tempo per riscaldare questi vecchi muri e questi soffitti altissimi. Mi manca.
Ah... il contatore dei giorni che mancano al suo rientro è a piè pagina.

“La prima cosa che impari dalle emozioni è che hanno un prezzo.”
Dedico la canzone feuilles mortes che ascolto oggi, a D. (che non sta per Joyce) che me la cantò, accompagnandola con la chitarra, una mattina quasi all’alba di un principio d’autunno romano.
Capita spesso che ricordi o pensieri attorno a qualcuno, si materializzino così alla rinfusa, anche con un input del tutto sconosciuto. Tant’è che mi è venuta in mente questa scena, di questa casa con un muretto vicino alla cucina tutto scarabocchiato a colore acrilico, finestre altissime e strettissime con delle tapparelle marroncine dalle quali entra il rumore del traffico, anche a quest’ora di inizio mattino. Poi c’è una libreria , piena zeppa di libri, e questi libri hanno un sacco di segnalibri…si vedono spuntare come bandierine dalle pagine. La cosa mi colpisce appena entro. Libri ben messi in libreria che non sembrano dei morti, ma sembrano pronti per uscire ed essere aperti. I segnalibri se non ricordo male sono delle striscioline di carta bianca. C’è una foto in bianco e nero appoggiata sul bordo della libreria. E’ lui da giovane (non tantissimo) con un signore. Se non ricordo male è Ferlinghetti. Ricordo questa mano che mi prende mi porta in questa cucina-soggiorno. Fuori ancora buio. Mi fa sedere su uno strano divano di legno, come un vecchio letto, che lui aveva comperato con la sua prima paga da un antiquario. Prende la chitarra. Prende un foglio giallino dove ci sono scritte le parole e inizia a cantare. Di tutta questa storia, io avevo soppresso per anni le emozioni, perché non avevo capito. Non avevo potuto capire, perché non c’erano state parole. E quando non ci sono parole, i silenzi si commentano da sé. Che poi il commento venga interpretato in modo sbagliato questo è una altro paio di maniche.
Ricevo questi sms :
6 nov. 14:03
Arrivati a Pondy
Dormiamo in un ashram
Domani mattina partiamo.
Faremo una tappa al giorno fino a Cape Comorin punta estremo sud.
Non so se riesco a scrivere mail.
Nostro autista Bala coccolissimo
Baci.
7 nov 8:45
sono in macchina da 3 ore
ho gli occhi pieni di immagini
penso a quello che ti scriverò e sento papà vicino
7 nov 16:57
Appena sistemate in albergo dopo 7 ore di viaggio
Visita templi e cena vega
C’è una festa qui
Ci sono migliaia di persone
Credo che Dante sia stato in India
Qui Tanjore domani Trichi
Salutami Max dal tuo blog
Mallapuram, 5 novembre, 2007
Cara Robi
Eccomi, reduce dal mio primo massaggio ayurvedico.
Un’ esperienza più che un massaggio.
La stanzetta e' fronte strada , 4 indiani seduti sul gradino davanti alla porta d’ingresso, apparentemente disinteressati della mia presenza. Entro. Uno si alza, mi tolgo le scarpe e mi indica una sedia. Mi invita a togliermi la maglia e il reggiseno, si avvicina e comincia a colarmi l'olio sui capelli. Mi massaggia tempie, collo e cuoio capelluto …ascolto il massaggio e la tecnica , in fondo sono anch’io una massaggiatrice. Inspiegabilmente rilassata mi ritrovo distesa su un lettino ricoperto da un telo plasticato nero, la testa appoggiata su un asciugamano a dir poco lurido, dove decine di persone avranno sfregato la loro testa unta .. ma non me importa un fico secco. Il muro che riesco a vedere e' verdolino e sporco di nero.
Sono tutta oliata , pronta per la frittura
X X X
...inceppato pc
dicevo, l'esperienza di per sé, vista da fuori, sarebbe potuta sembrare quella dello scuoiamento di una foca, ma non hai idea di come mi sono sentita dopo, per non parlare di come mi senta ora.
Domattina partiamo per Pondicherry. Il nostro autista parla un inglese con accento sanscrito quindi non ci capiamo. Ad ogni modo abbiamo 5 giorni di viaggio da condividere per cui sono certa che arriverà il momento in cui parleremo dei massimi sistemi...adesso andro' a cena, ho voglia di mangiare noodles.
La prossima volta ti scriverò da Pondy ...sempre se riuscirò a farlo.
p.s quel tizio che scrive commenti sul tuo blog e si chiama "amico di amanda " trattalo bene, e' un mio caro amico
UN BACIOOOO LOLLINA

Mentre Lollina si faceva massaggiare dai capelli ai calli, ho ascoltato senza volerlo la conversazione di un ragazzo e una ragazza sull'autobus. Premetto che l'autubus che passa davanti la luminosa alle 17 e 05, quasi in punto, porta con sè un bel numero di ex tossici o alcolizzati che , dal centro igiene mentale vanno nella parrocchia , credo, vicino a casa mia. O forse, andranno alle case popolari. Non saprei dirlo con precisione, scendono dopo di me.
Ad ogni modo ho preso l'autous dopo, perchè Mirjana mi ha mollata in via Cicerone. Insomma , sale con me una ragazza bionda e si siede nel seggiolino alle mie spalle. Dal fondo avanza un ragazzotto e si salutano.
lui - Come và? sei già molto impegnata con l'università?
lei - ehmm..ehhehe..si si ho appena fatto una provetta di chimica, ma i è andata male
lui - ma no dai, vedrai che ti è andata bene
lei - ehmm...ehheeh..ehmmm... no , no. Ho studiato poco.
lui - stai andando a casa? io vado da un amico. Ah l'altro giorno eri collgata su msn... ehehhe.... non leggere cosa ti ho scritto sai..ero in uno di quei momenti ..come dire... filosofanti.. [credo arrossisca]
lei - heeheh...ehehheeh... tanto ho già letto [ridacchia come quei personaggi del Muppet Show]
lui - ah. [il tono di voce diventa un pò più sicuro] ho letto anche il tuo blog..
lei - ohhhh...mamma... mamma mia [credo sia violacea, ma mi è alle spalle e fatico a non sbellicarmi dalle risate, con la faccia schiacciata al finestrino]...non scendi mica la prossima?
lui - he no, vorresti vero?.. scherzo
lei - no no, dicevo per dire ..ehhehe..ehmmm...ehmm...
lui - ah, hai messo delle foto anche ...
lei - ah sì ma poche , poi si è rotto il disco fisso e le ho perse tutte...
lui - ma non hai perso quella che sei messa in posizione..ehehhe...tipo domatrice ...
lei - [sì, sì ! la sento dalla schiena: è paonazzaaaa] oh madonnaaaaaa...scendi ora?
lui - non ancora...ti scoccia vero? ..scherzo.. comunque ho salvatio io tutte le tue foto, casomai ti servissero ehehhhe...
lei - ma quando sei nato?
lui - [avvicinandosi alla porta] 30 maggio , tu il 22 no?
lei - sei un gemelli come me...ehi, ma come fai a sapere ..sono nata il 23...
lui - ah sì, giusto il 23 ...
lei - ma come cavolo fai a saperlo
lui - c'è scritto sul tuo blog [scende]
Silenzio. Scendo.
Mallapuram, 3 novembre 2007
Cara Robi
Fa un caldo boia, ho una specie di tremarella che mi attraversa costantemente il corpo e, sudo…sudo….sudo.
L’impatto con Madras è stato quasi devastante.
Su consiglio di una tizia conosciuta in aereo, abbiamo preso un taxi all’uscita dall’aeroporto in direzione di questo famigerato Lodge, in zona turistica detta: Lonely Planet. C’ è puzza di fogna, smog stratificato e sporcizie varie. Entra tutto attraverso le narici e si dirige nei capelli e nella pelle. In pochi minuti fai parte del posto. Gli scarichi sono a cielo aperto agli angoli delle strade.
L’albergo è stile coloniale inglese, bianco e verdolino, con patio nel centro. E’ abbastanza tranquillo, rispetto a quello che c’è fuori dalla porta. Non abbiamo cenato per niente, sperando in una magnifica colazione british, ma quello che siamo riuscite a raccattare la mattina è stato un misero dolcetto con burro e marmellata, acquistato in una squallida baracca sul lato della strada. In tutta sincerità, prendere una tazza di caffèlatte fumante proveniente da un anfratto nero e puzzolente mi dava il voltastomaco.
La Giuli ed io abbiamo concordato di mollare l’ancora da questa bolgia, per dirigerci verso una massa umana meno densa. Ho contrattato la cifra per farci portare in risciò alla stazione dei bus – che poi questi risciò sono i tuk-tuk thailandesi, l’ape gialla e nera, per capirci. Vuoi che ti dica? Dopo aver dormito sul materasso di cartone, il bus è stato davvero peggio, ma d’altronde dalla stazione governativa non avrebbero potuto che uscire che quei bus modello lamiera rattoppata, con tanto di sedili sfondati.
Due ore di viaggio.
Ora sto digitando dall’internet point di questo guest house, in un villaggio di pescatori.
Stamani sono andata dal sarto. Ho fatto fare cinque gonne portafoglio e qualche vestito, anche per te. Che dici per i completi casacca e pantalone?, non sono troppo indiani? Le stoffe sono a fantasia o tinta unita, seta pura. Una meraviglia. Vorrei far fare qualcosa di portabile anche da noi, senza sembrare le solite frikkettone ex sessantottine innamorate dell’oriente. Ho visto la tua mail con le misure, ho capito il modello che vuoi.
Spero di trovarti su msn uno di questi giorni, ora vado. Tra un po’ andiamo a vedere qualche tempio e qua di sera chiudono tutto prestissimo.
Saluta Silvia e mi raccomando, niente dolci o cioccolate a Poldina. Bacio a te, billi e mamma.
Lolli
p.s. non ti preoccupare, qua va tutto bene, basta stare alla larga dalle grosse città.

Ho voglia di fumare. Non ci sono cicche sparse in nessuna borsetta. Ho chattato con Lolli oggi pomeriggio. E’ stato un caso trovarci. Ho sentito lo squillo di msn e non capivo se fosse una sveglia o cos’altro. L’ho vista bene, rilassata, sorridente. Gli occhi dolci come non le si vedevano da un bel po’. Ho mangiato il pollo e le crocchette mentre da lei scendeva la sera. Si vedevano dei panzoni con il sarong che giravano nell’Internet point. Ho pensato che se arriva la rete in un paese di pescatori in India, con tanto di monsoni, noi siamo davvero peggio messi che un paese del terzo mondo; c’è gente che aspetta l’adsl anche sei mesi.
L’ho sentita così vicina, come se avessi potuto togliermi le ciabatte, indossare un paio di scarpe e incontrarla per un tè.

Lolli è partita. Definitivamente dico. Dopo un paio di giorni di sosta a Roma, ha comperato un nuovo zaino in un grande magazzino di cui non ricordo più il nome, ma che lei entusiasticamente ha rinominato (durante una delle centinaia di nostre ultime conversazioni al cellulare) la Mecca del costa-tutto-una-manciata-di-euro. Luogo che assolutamente dovremmo ritornarci assieme . Ieri ci siamo sentite mentre stava salendo la scaletta dell'aereo e ci siamo dette che ci vogliamo bene. Per questo mese e mezzo, ci saranno solo sue comuncazioni, a meno che io non sia obbligata a chiamarla nel caso accada qualche tragedia. Niente di questo succederà. Mi sento un pò più sola e non lo dico per dire. Anche Poldina è stata sistemata in una pseudo vacanza. Ma di questo parlerò a suo tempo.
Primo messaggio da Madras (1 novembre 2007 arrivato ore 11:24)
Viaggio tutto ok
dormito zero
stanca morta
trovato pseudo albergo super spartano
puzza muffa
materassi cartone
ma per modica cifra 4 euro a testa
... dormo..
Baci tanti Lolly
Secondo sms (arrivato ore 15:06)
Mangiato polpettine piccantissime
domani mattina scappiamo via da qua
perchè
se non è proprio l'inferno
è sicuro il purgatorio
Baci amore
Lolly
rispondo:
Non hai paura? Sei contenta? Fa caldo? La gente è buona? Insomma perchè Purgatorio?
Ti vogliamo bene
R.
Terzo sms (15:18)
No paura no
ma tanto sporco e tanta gente mal messa.
Devo abituarmi.
l'hotel è spartano ma confortevole.
La gente finora simpatica.
Fa caldissimo e umido, sono tutta gonfia
domani andiamo Mallapuram sulla spiaggia
Vi voglio bene , dai bacio a mamma.
Se trovo domani ti mando email.