Ho rubato canzoni a Dio

Vedo e avverto lo strano vacillare dei miei pensieri, e quegli improvvisi smottamenti dei ricordi e il loro aggrapparsi alle rocce dei miei sentimenti dondolando lungo il precipizio del silenzio, e quel torpore che mi inebetisce a mia insaputa e allora inizio a contare le mie dita per non svanire nel nulla.....

io

Utente: Lasibyllalibica
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calpestano il mio cielo

CALPESTATO *loading* volte
lunedì, 30 aprile 2007

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milano - trieste

 

postato da: Lasibyllalibica alle ore 16:12 | link | commenti (1)
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Ho visto un pò di cielo, carta da parati stile inglese a fiori e righe, rari passanti, panini del mc donald's, mosaico bisazza color verde maggiolino. Ho visto anche parecchi pixels ma forse pixels non erano perchè non era una tv a tubo catodico ma a lcd.Ho ascoltato. Parlato poco. Accumulato. E'stata una fortuna trovare quel tassista che mi ha riportata verso l'inizio del ritorno. Ha iniziato a parlare subito e a sorridermi dallo specchietto. Ha detto di avere una malattia genetica e di non poter pensare di lavorare in un ufficio e timbrare il cartellino. Questa malattia gli procurerebbe una metamorfosi di tipo kafkiano con tanto di peli ispidi e  zampe da scarafaggio. Ovviamente scherza , io rido e gli dico: allora sei tu, Gregor Samsa! Mi chiede  se ho con me  il biglietto del treno , dico di sì e poi mi domanda che strada voglia che faccia per andare alla stazione. Guardo l'orologio e manca tantissimo, un'ora e passa almeno. Già, tutta questa fretta di mettermi su un taxi e spedirmi in stazione. Ho avuto il groppo in gola dal fastidio già su, al decimo piano, quando in dieci secondi sono rimasta da sola a preprarami la roba.
Non dico niente per ora, solo che è stata una gran fortuna trovare quel tassista.
Visto che manca più di un'ora gli dico di prendere la strada che vuole, il tempo avanza e stra-avanza e mi secca fare il palo di sagra davanti al cartellone degli ARRIVI  e delle PARTENZE. Mi porta in piazza Duomo e parliamo. Parliamo delle mucche tutte decorate che hanno messo in giro per la città . Ci facciamo i complimenti su come ci portiamo gli anni, lui ne ha 35 ma sembra ne abbia 25. Arriviamo in stazione e ci fermiamo ancora a chiacchierare dentro al taxi. E' solare e mi dice che si è preso il vestito per sposarsi. Mi racconta com'è fatto e dove l'ha comperato. Ci salutiamo e mi dà la mano dicendomi " molto piacere di averti conosciuta". Bè bastano due parole gentili no?  Salgo la scala mobile con la faccia da mezza cinica e mi viene da ridere guardano in alto un cartello con scritto a caratteri cubitali: SOGNI , IMMAGINAZIONI, ILLUSIONI. All'arrivo è andata meglio , c'era scritto con lo spry sul muro:
www.staziondedimilano.splinder.com (non esiste, già controllato).  

postato da: Lasibyllalibica alle ore 00:55 | link | commenti
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giovedì, 26 aprile 2007

Voli pindarici da trame alla Edgar Allan Poe a fantasticherie neoromantiche.

Dimensione quasi reale o  meglio, normale.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:33 | link | commenti (4)
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Dire di avere un vagone si pensieri pare sia poco. Probabilmente uno di quei vagoni straripanti che viaggiano dal sud  al nord dell'India , raccattando ad ogni stazione decine di passeggeri e ripondendoli in millimetri quadrati apparentemente vuoti. Questo treno non arriva mai a destinazione e più passano i giorni più straripa.
Ho appena finito una cena con vecchi amici che non vedevo dal quarantesimo compleanno di Alberto, quasi due anni fa. Ho riso molto e un pò mi sono anche ammutolita. Dopo una modesta quantità di vino greco abbiamo finito con una corona e strani miscugli di cocacola e non so quale super alcolico che io non ho nememno assaggiato,  in un vecchio bar che frequentiamo d'estate. Strano ma reggo l'alcol pur non bevendolo mai. Non reggo i pensieri invece. Inutile nasconderlo ma non sono serena. Ho questa capacità di aumentare a dismisura quello che mi ritrovo nella testa come se buttassi litri di bagnoschiuma in una vasca idromassaggio. Stranamente non straripa  mai nulla, probabilmente sono implodente.
Alberto è troppo serio. Ha troppi problemi e non so come aiutarlo. Sorride ma non ride, lo vedo rigido e un pò assente. Abbiamo conlcuso che da vecchi ci sposeremo e vivremo in una grande casa con sei badanti, un cuoco , un giardiniere ed un autista, possibilmente giovani e di bell'aspetto. Questo non ci renderà felici ma se non altro sereni. Anche lui pensa troppo e non dorme. Io penso molto ma dormo. Solo questa la differenza. Lo osservavo e sembrava la nota fuori dal pentagramma. In tutti c'è una leggera amarezza di fondo ma si ride sugli psicofarmaci , sulle sedute dai neurologhi, sulle polveri sottili che ci mandano in depressione, sugli acciacchi che inevitabilmente ci piombano addosso quando meno ce l'aspettiamo. Sembriamo quegli psicopatici tra i 40 e i 50 anni dei film di Woody Allen,  che si consigliano sulla posologia di EN o di xanax - effetti collaterali compresi - e su quante pastiglie di buscopan e gastroprotettori buttarsi giù per la gola.
Lui ogni tanto sbadiglia anche se sa che al massimo dormirà due ore stanotte.  E' un pò cupo. Sorride quando ce ne andiamo e ci scambiamo da soli qualche parola: qualche mio dubbio, qualche mio contrasto di coscienza. Ha parole gentili e rassicuranti.
Ho preso il casco dal bauletto  e mi ha sfiorata un motorino, ho guardato per caso le caviglie e le scarpe di quella persona. Scarpe altissime e a puntissima. Poi si ferma e mi saluta. Mi dice proprio "ciao Roberta". Saranno stati 5 anni che non la vedevo. Si è tolta il casco e ci siamo abbracciate almeno 4 volte. Abbiamo parlato per mezz'ora, in strada sotto il vento che si è alzato freddo stasera. Ci siamo ridate il numero di telefono e per tre volte ha detto: "ho fatto questa riflessione.... tra un ouzo e l'altro". Mi ha fatto riflettere ovvio. Stanotte mi sa che dormo poco anch'io.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 01:09 | link | commenti
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martedì, 24 aprile 2007

Praticamente meno quattro. Non ho mai scritto delle partenze, solo degli arrivi. Forse il cambio di tentenza porta buono. Non ho altro da aggiungere per oggi. Più o meno so già quel che farò. Ho trovato anche due dvd che ho masterizzato tempo fa e mai guardato: "L'uomo in più" e "Memento" e già i titoli sembrano essere in sintonia col viaggio.E non ditemi come vanno a finire.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 22:21 | link | commenti
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lunedì, 23 aprile 2007

Mancano 5 giorni e una manciata di ore. Se vogliamo ne mancano addirittura meno al giorno prima della partenza. Mi sono già provata 3 paia di braghe. Le gonne le ho escluse, detesto questa mezza stagione per le gonne. Non si possono esporre due mozzarelle e tantomeno  si possono incartocciare nei collant. E poi a me il collant piace tipo 50 denari super black opaco. Mi fanno senso le gambe vedo non vedo con quella pellicola di nylon magari iridescente. Tanto vale il "non vedo per niente". Se poi mi devo accontentare del 20 denari li caccio sotto i pantaloni, almeno mi scaldano il fondoschiena. Per la parte superiore non c'è problema ho una mole di camicie che aspettano solo di essere stirate. Giacche idem, magliette che potrebbero vestire l'intera popolazione africana. Sulle scarpe non c'è molta scelta. Basse.

Sto pensando che devo evitare di portarmi dietro le solite cose inutili che mi porto appresso. Però il mini lettore dvd non deve mancare. Quattro ore di agonia in treno potrebbero diventare lunghe 4 giorni. E anche per il ritorno sarà importante tenere vuota la testa, vada come deve andare.

Non so ancora cosa fare, se starmene dentro ad aspettare oppure farmi un giretto. Potrei guardare una piantina on line per capire più o meno come muovermi. Potrei andare a bere una coca cola con Odisseo ma ci devo pensare. Ci sarebbe anche "D" ma sembra sia sparito. Eppoi secondo me non verrebbe mai a bersi una coca cola con me. Ho perso il suo indirizzo e volevo spedirgli una copia dell'ex-libris. Ad ogni modo dovrò pur mangiare qualcosa. Non si può vivere di gomme americane alla menta per un giorno interno. Rischio d farmi ritrovare boccheggiante riversa sul letto. Cosa davvero poco chic. Neanche pensare di portarmi un sacchetto con le schifezze del mc Donald, rimarrebbe l'odore delle patatine fritte, e dire poco chic sarebbe davvero un'eufemismo. Non so davvero cosa farò e non so nemmeno se negli alberghi si può fumare. Probabilmente mi verrà una irrefrenabile crisi di astinenza fino alle 18.00 e fumerò sulla finestra del bagno. Per fortuna devo avere ancora da qualche parte una boccetta di xanax in gocce, buone per l'astinenza e per le extrasistole.

e il Cenacolo?

postato da: Lasibyllalibica alle ore 22:55 | link | commenti (13)
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domenica, 22 aprile 2007

Non c'è limite alla bassezza. Qualche decorticato ( e vatti a cercare il termine in un'enciclopedia medica) ha postato una bestemmia nel mio blog.
Il vile ovviamente si è lasciato anonimo. Potevi almeno firmarti "stronzo" non ti avrebbero riconosciuto comunque.
Detesto chi bestemmia e non perchè sia credente-osservante-praticante, ma è una delle forme più irriverenti e becere di mancanza di rispetto che io conosca. Come sputare nella bocca di qualcuno che non si conosce. Che schifo. E poi qua. Che senso ha? Non so come si cancellino questi cavoli di post, ma se dovessi ripassare, ti invito a spararti miserabile inutile ignoto

Saluti a casa.

 

postato da: Lasibyllalibica alle ore 21:58 | link | commenti (4)
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giovedì, 19 aprile 2007

Niente da dire stasera

Mi bruciano gli occhi

Vado a dormire

[mentre dormivo iniziai a chiedermi se fosse tutto solo un sogno ed io il sognatore, giacchè le molteplici e strane forme del mio sogno potevano anche soltanto essere me....]

postato da: Lasibyllalibica alle ore 21:57 | link | commenti (1)
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Ho mangiato dal cinese stasera. Mi chiedevo, tra un bastoncino e l'altro, guardando un enorme acquario vicino al mio tavolo, se i pesci guardano davanti o di fianco. C'erano delle piccole sogliolette luccicanti, immobili, in un banco tutte verso destra nella grande vasca, messe di profilo con l'occhio mobile. Sembravano fissare ogni mio movimento. C'erano pure degli strani pesci arancioni con una specie di bitorzolo sulla fronte, tanto da sembrare corrucciati, messi di fronte e sembravano essere interessati alla mia faccia. Frammischiati qua e là altri pescetti anonimi in altrettante posizioni anonime. Così mi sono chiesta chi di loro effettivamente mi stesse osservando.  Ho guardato i pesci chiedendomi del loro vedere ma pensando una miriade di altre cose. Per esempio mi son chiesta  che faccia abbia la mia faccia mentre aspiro spaghettini di riso con verdura. E il viso col sushi? e il muso con la  pizza?
Ho avuto altri pensieri davanti al manzo croccante-piccante e ai pesci forse cinesi forse giapponesei forse adriatici, ma un pò mi secca dirli. Ho pensieri tutti miei, del tipo: come sarà, come sarò, cosa sarebbe se . Difficile a trascriverli ma pensieri  mesmerizzanti come la pelle del pesce.

Fluttuavo, respiravo acqua, scendevo, risalivo, il mio peso annullato, volavo nell'acqua, scendevo e risalivo tra danzanti foreste d'alghe, toccavo lattughe di mare, coralli, ippocampi panciuti, pesci lucerna, sampietri argentati, e il mare era un amore infinito che comprendeva chi avevo amanto e chi no e toccavo tutti e tutti toccavano me...Chi potrebbe aver paura di tanta dolcezza? [ dal libro dei 12 pesci]


Ma poi è vero che sta meglio chi ha desideri e peggio chi ha pensieri? Tu desideri ergo pensi o no?

post scriptum: Caravaggio "il mito di Narciso"

postato da: Lasibyllalibica alle ore 00:26 | link | commenti (8)
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martedì, 17 aprile 2007

Ho le palle un pò girate. C'è qualcosa che non mi quadra. So di essere scettica per natura ma dopo quattro anni di chattamenti con uno psicopatico d.o.c., bhè le mie antenne sono perennemente sintonizzate sulla fregata del secolo. MI spiace dirlo ma tanto vale dirlo. Ad ogni modo il margine per sbagliarsi è ancora troppo ampio. D'altronde ci sono parole e parole. Alcune inutili altre ultili. Ho apprezzato queste:

"Ho due pensieri. Il primo racconta che l'essere o il divenire cupi  produce poco e rovina molto. Il secondo narra la magnifidonna che usa il talento solo quando si sente amareggiata. Ma sarà vera tristezza? ma conoscerà il bello di chi scrive per diletto?
"[omissis] Usa poco per ottenere il tanto, non riposare su cosa è labile ..alza la testa ad ogni gradino. Porca miseria ... adesso a cazzo ti serve la malinconia?"

Rispondo.

Non ho tristezze. L'unica vera tristezza è che non posso vedere mio padre. Posso solo ricordarlo. Per il resto ci sono le mie malinconie. Adoro le mie malinconie. Eppoi sì, scrivo quando sono incazzata, arrabbiata, quando sto scivolando nel doppiofondo...che male c'è?  Chi è che vuole liberarsi di pensieri positivi? Io no. Elimino quelli negativi, una bella tirata di catena e torna il sereno.
Non mi interessa chi scrive per diletto. Mi interessa chi sa comunicare. Mi interessano le parole, come vengono composte, come taboccano dagli occhi, come si srotolano dalle dita, come colano dalle labbra. Il diletto è roba da massaie che frequentano  corsi di decupage in parrocchia.

Anche questa sera ho bevuto la soda caustica al posto del thè. Eppoi gli asapragi li ho lessati. Eccotutto

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:41 | link | commenti (8)
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lunedì, 16 aprile 2007

Motto del giorno: "non è tutt'oro quello che luccica" disse il tizio con gli occhiali da sole.

 

Oggi ho fatto pace con Lolli. Mi ha chiamata stamattina sul lavoro esordendo: " mi serve la fotocopia del codice fiscale per il tavolare". Ho detto "va bene" e mi ha chiuso. Era una settimana esatta che non ci rivolgevamo la parola. Poi sono seguiti alcuni sms sul tono - avrei apprezzato un come stai - idem - non capisco l'idem con il tuo incipit - non ho capito. Morale mi ha chiamata qualche ora più tardi con la scusa più banale del secolo.


Oggi ho fatto pace anche Paolo. Abbiamo avuto una diatriba sul termine "culatta". Lui ha sostenuto che io gliel'abbia detto un giorno al telefono, ma  sono del tutto sicura che un termine così squallido non l'abbia mai  usato nè pensato. Anzi ricordo benissimo di avergli detto che a volte, si comporta come una checca isterica. Morale : due mesi di silenzio. Oggi però mi ha invitata a casa sua a prendere il tè delle cinque. Ci siamo abbracciati per 5 minuti e poi ci siamo raccontati un arretrato di 60 giorni. Nonostante le schifezze che ho mangiato a spizzico magnifico in questi giorni, sono riuscita a liberarmi di qualche kg.
Ho conosciuto una persona che mi interesserà conoscere meglio, ma non so nè come nè quando e soprattutto perchè. Vedremo.

 

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:11 | link | commenti (5)
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domenica, 15 aprile 2007

[dalla voce dell'anima]

«Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?»
W. Shakespeare

Ho appena finito i scambiare dieci righe, dieci , con Odisseo. Illuminanti. Come si suol dire: le cose viste da destra e le cose viste da sinistra. Io che millanto(*) il centro  - e non politico - ho quasi sempre  la visione del miope. All'inizio ovattati contorni per arrivare  dopo l'avvicinamento, a contorni fin troppo netti. Il fatto è che non ricordo quasi mai di mettere gli occhiali.
Parlavo della destra e della sinistra non per aprire un dibattito politico, ma semplicemente perchè quelle dieci righe , di cui sette mie e tre sue, oltre a farmi ridere mi hanno illuminata su una situazione. In fondo la situazione poteva risolversi in una domanda, la cui risposta prevede necessariamente un sì o un no. Invece è stata posta come affermazione. La mia misera fortuna è quella che, pur non avendo molto altro da fare oltre le solite centomila cose, mi resta molto tempo per pensare. Sono giunta alla domanda (quella che prevede un sì o un no) e ho risposto: NO. No, ovviamente per un sacco di motivi , tutti estremamente pragmatici. Potrei incollare quelle dieci righe ma non lo farò. Ora. Potrebbe essere che non le incollerò mai, ma secondo me arriverò ad incollarle. Per il momento sono memorizzate in un Word nella cartella del mio piccì.

Vado a riempire con una qualsiasi schifezza il mio stomaco, il caldo avanza (non dal buio) come anche la gastrite.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 20:29 | link | commenti (10)
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