
E' tempo che non mi sveglio la mattina e alzando i pugni al cielo mi escano parole come: "Dio che bene sto oggi!" . Al massimo rotolo sul fianco ed esco dal letto facendo il meno male possibile alle mie vertebre.
Non sono stata in panciolle, ho studiato parecchio e ho passato un serie di esami che probabilmente mi faranno cambiare lavoro entro qualche anno. La cosa mi ha alleggerito l'anima, ma appesantita sotto il punto di vista di conoscenze . Non che me ne farò un granchè, nel mio futuro prossimo, di leggi e bilanci aziendali ma, tutto sommato mi sono resa conto che lo studio non fa più per me, e non perchè il risultato non l'ottenga, ma perchè mi stressa così tanto, da farmi tornare tachicardie ed extrasistole.
In questa prolungata assenza ho anche litigato con Paolo e probabilmente lui non si è nemmeno reso conto di avermi trattata in malomodo e di avermi fatto degli auguri per il mio compleanno tramite sms (e questo è già deprecabile) talmente volgari che non ho ancora capito se l'essersi citato "amico culatta" sia un nuovo vezzo degli omosessuali, oppure una raggelante spiritosaggine british style. Non ho voglia di indagare, nè di sentirlo, perchè per quanto i gay siano i migliori amici delle donne, possono anche diventare peggio delle zitelle isteriche in menopausa. Ebbene mi sono sfogata.
Non ho sonno, ho dormito per tre giorni quasi di seguito, alzandomi solo per mangiare e per i bisogni. Non vedo Liliana da un sacco di tempo e tra due giorni saranno due anni che papà non c'è più. Non voglio ancora pensarci semplicemente perchè non ci ho ancora pensato.
