Ho rubato canzoni a Dio

Vedo e avverto lo strano vacillare dei miei pensieri, e quegli improvvisi smottamenti dei ricordi e il loro aggrapparsi alle rocce dei miei sentimenti dondolando lungo il precipizio del silenzio, e quel torpore che mi inebetisce a mia insaputa e allora inizio a contare le mie dita per non svanire nel nulla.....

io

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calpestano il mio cielo

CALPESTATO *loading* volte
giovedì, 25 novembre 2004

Miracoli istantanei e costine di porco con mele.

Ho sentito Laura. Sembra che ci sia stata una diatriba a casa, riguardo al fatto se dire a Bruna che ha un cancro oppure no. Non sono riuscita a dire come la penso perchè ha continuato a parlarmi concitatamente al telefonino. Sembra che l'altro giorno Bruna non riuscisse nemmeno a connettere e che di notte parlava già da sola, in una specie di delirio ipnotico, forse con le anime dei suoi cari. Sembra anche che fosse a letto piena di tubi di flebo, come un'enorme ciotola di bucatini. Tre giorni dopo, Bruna se ne stava seduta sul letto come una vecchia signora inglese, adornata con il suo rossetto color rosa, senza tubi, e con in mano un libro. Anche i medici trotterellavano stupiti sussurrando il miracolo. Nel resoconto dei fatti, Laura mi ha raccontato che sua madre negli ultimi giorni aveva fatto spesso visite alla sorella, portandole una spremuta fresca di arancie e acqua di Lourdes e che Bruna, inconsapevole sia del cancro che del liquido santo, se la ingollava beatamente...(o beatificamente). Morale della favola... sembra che qualcosa sia successo. Laura mi è sembrata un pò agitata, anche perchè nel mezzo del racconto mi ha chiesto come cucino le costine di porco e che lei non sa mai come si fa il sughetto e che forse avrebbe potuto mettere in padella, verso fine cottura, qualche spicchio di mela. Poi mi ha chiesto se ero rimasta stupita di quella bibita sacra-profana ma s'è rassicurata quando le ho detto che io , in ospedale, mi ero prima spalmata sui denti e poi risucchiata, la polvere del Sai Baba (che all'epoca non sapevo nemmeno chi fosse) e che , tra le calze in cassetto, nascondo una foto di Padre Pio incorniciata in una piccola finestra stile gotico, di legno rosso. Insomma quando si è disperati tutto va bene.

Volevo aggiungere che a quel miracolo s'è aggiunto il mio. Dopo aver pagato ben duemilanovecento euro per rifarmi i molari che si sono spezzati come gessetti, ieri s'è rotto un pezzo del pezzo che era stato rappezzato. Micamale no? Causa il molare con parete ciondolante m'è saltata una cena con Alberto e domani dovrò passare a trovare il mio dentista. Nel frattempo Liliana sta peggiorando. Stanotte m'ha telefonato dicendo che papà era agonizzante. Mi metteva la cornetta bene appiccicata al petto di lui in modo che potessi sentire , e non solo ipotizzare, il crepitio dei suoi polmoni e lo scroscio del catarro che gli risaliva su per la trachea. Mi sono infilata in macchina a mezzanotte e mezza con un termos pieno di camomilla biologica e son andata da loro. Lo sapevo benissimo che non c'era di che allarmarsi, ormai non c'è da preoccuparsi se papà morirà ma in che condizioni rimarrà viva Liliana. Io mi sto esaurendo e lo capisco dal fatto che di giorno ho sempre tanto sonno mentre di notte andrei a fare un trekking sulle Ande. Un giorni di questo scappo. Sulle Ande.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 22:05 | link | commenti (2)
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martedì, 23 novembre 2004

perchè venite a ravanare tra questo mucchio di stronzate come un esercito di somari e non lasciate mai nemmeo un raglio? mi pesa...mi pesa.

Loredana è ancora in Messico. Mi è pesante che sia via perchè pesa tutto . Alla fine non sono andata a trovare Laura. Non ho avuto voglia nè di fumarmi la sigaretta, nè di parlare. Ultimamente non ho voglia di parlare con nessuno, non rispondo nemmeno al telefono. Non è difficile dirsi che non si ha niente da dire e niente da ascoltare. Il massimo che ho fatto oggi è stato mandarmi botta e risposta via sms Casamia-San Cristobal:

"Ciao come và? stiamo partendo per un'isola"

"Bene, come al solito. Ho i peli delle gambe così lunghi che quando torni dovremmo buttare dell'alcool e sterminarli con un fiammifero acceso"

"Ah! io mi sono fatta la ceretta oggi. Mi manchi molto"

"Chi? io o i peli?"

"Tu e anche i peli"

"Che dici provo a suicidarmi soffocandomi con la mia pelliccia?"

"Torno tra un asettimana e ti faccio la ceretta....resisti"

postato da: Lasibyllalibica alle ore 22:37 | link | commenti (3)
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domenica, 21 novembre 2004

 

 

Bruna puliva la tomba del marito, forse troppo poco vestita per la giornata tersa e gelida. Laura l'aveva trovata quasi distesa sul marmo freddo come un cubo di ghiaccio, intenta a strofinare e strappare le erbacce. Il giorno dopo fu ricoverata in ospedale per broncopolmonite. La tac aveva evidenziato anche qualcosa che non doveva apparire ma che oscurava inconfondibilmente una parte del fegato. Ecco. Laura mi ha detto che in questi 15 giorni, Bruna si è già trasformata.

Ho pianto davanti allo specchio pensando a Bruna. Ha un fratello alto almeno un metro e novanta, calvo, con due occhi chiari che ti perforano il cranio quando ti guarda. Un giorno una panda lo ha investito e si è accartocciato il radiatore. Lui si è alzato , si  è scrollato la polvere dal bordo della giacca e se n'è andato. Hanno vissuto in Africa per molti anni ed io immaginavo Bruna camminare leggera con un vestito bianco di lino e un cappello a tesa larga appoggiato sulla testa. Invece quando l'ho conosciuta di persona mi ha dato l'impressione di una suora laica. Una bella signora con i capelli bianchi ben curati, naso aquilino, occhi celesti, ciglia chiare, denti leggermente spaziati e un leggero accento di chi non ha vissuto tutta la sua vita dov'è nato. Un giorno Bruna, tanti anni fa, ha accompagnato suo marito all'ospedale a fare delle analisi. Il giorno dopo non l'ha trovato nel letto, anzi quel letto era ben che preparato con le lenzuola candide ed inamidate, pronte ad accogliere una altro degente. Il cambio turno degli infermieri e medici aveva fatto perdere le tracce dell'uomo.  L'unica stanza che nessuno aveva indicato a Bruna era l'obitorio. Nessuno ha mai capito di cosa  e come fosse morto. 

Vorrei andarla a trovare all'ospedale, ma ho la nausea degli ospedali. So che è una buona scusa per non cambiare l'immagine che ho del suo viso.Ma davvero in queste ultime due settimane ho annusato tanto odore di disinfettante  quanto un ubriacone aspira odore di birra in un pub.

Liliana mi ha telefonato verso le otto e mezza, dicendo che il medico di guardia stava salendo e che io avrei potuto davvero fare quello che ritenevo opportuno, sbattendomi la cornetta sull'orecchio prima che io riuscissi a dire "Pronto chi parla". Non so nemmeno cosa ho ingollato durante quella cena, so che ad un certo punto ha ri-squillato il telefono e Liliana ha digrignato qualcosa come "sta arrivando l'ambulanza, se puoi venire"...clik... Non ha piovuto per settimane ma proprio quella sera è scesa talmente tanta acqua che il tergicristallo sembrava il braccio di un tetraplegico durante una seduta di riabilitazione. Sono arrivata che il medico di guardia stava chiudendo la valigetta, mi ha bofonchiato qualche parola all'orecchio e io ho tirato giù la maglia,per coprire la pancia di papà. Sembrava una foca monaca a panza all'aria beata e pacifica sul bordo di una scogliera in Patagonia. Tant'è che un quarto d'ora dopo eravamo io e lui al pronto soccorso dell'Ospedale. Ho chiuso gli occhi nel mio letto alle tre di notte passate sperando che quel magnifico cuscino in lattice, nuovo di stecca, mi facesse sognare Kennet Branagh intento a recitare  Shakespeare, tenedomi le mani e fissandomi negli occhi. La mattina alle otto ero di nuovo in quell'orrendo ospedale e  mi sono talmente incasinata che ho infilato il primo cazzuto ascensore che mi ha scaraventata in un tredicesimo piano qualunque dove, proprio nella hall mi sono scontrata con un medico che involontariamente ho salutato - presa completamente alla sprovvista per il fatto che la porta del reparto dove credevo di trovarmi era proprio all'opposto di dove doveva essere. Il tipo in camice bianco molto compiaciuto del saluto  mi ha sfarfallato le palpebre e mi ha chiesto da dove ci conoscessimo. Ho avuto persino la faccia tosta di dirgli, che qualche anno fa abbiamo chattato assieme e che ci siamo visti un pomeriggio al parco di Revoltella. Per fortuna mi sono fatta ingoiare dal primo ascensore in discesa e quando si sono chiuse le porte non ho fatto altro che dire tra il "me e me" ed il "ad alta voce"... "che figura di merda..che figura di merda!". E a proposito di merda, papà mi stava aspettando dopo un bel clistere gigante somministratogli di prima mattina, disteso tra le bianche e rigide lenzuola. Sembrava una brutta malattia nvece era merda....si praticamente  merda fino al collo.  Nell'attesa che quel santo di Sandro venisse a recuperarlo con la sedia a rotelle papà, che generalmente non spiccica parola, ha parlato e parlato ma così tanto che ad un certo punto ho dovuto spiegargli che non riuscivo  a leggergli dalla bocca visto che era completamente sprovvista di denti.. Per cui ero costretta ad uno sforzo micidiale per capire tutto quel discorso  sulla Chiesa e quel benedetto libro del Codice da Vinci che Liliana gli ha comperato.

Questo accadeva una decina di giorni fa. Domani vado a trovare Laura. Ci fumeremo una sigaretta. Parleremo delle nostre sfighe reciproche e io vorrei chiederle se posso andare a stare da lei per un pò. Ma ha quel cane istriano che puzza come un somaro e piange come un maialino da latte e quindi non so se glielo chiederò.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 00:10 | link | commenti
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mercoledì, 17 novembre 2004

 

Sembra incredibile quante cose possano uscire dal cappello del mago.

Mi vergogno un pò a dirlo ma oggi ho trascinato Billi in un negozio di giocattoli ed abbiamo comperato la cassa del supermercato con tanto di tapis-roulant per gli acquisti, il microfono, la bilancia, quell'affare dove si strisciano le carte di credito e un sacco di euro finti. C'è pure un cestino di plastica fucsia ,una pannocchia, un cavolo, un grappolo d'uva e 4 bottigliette: una di latte, una di mostarda, una di salsa e una d'acqua. Tre carte di credito e tanti cartellini per fare gli sconti.

Eravamo partiti qualche settimana fa con la richiesta da parte di Billi di alcune pezzature di bigliettoni in euro.Oggi siamo approdati alla cassa. E' stata anche un pò un compromesso alla casa di Pollipoket, alla quale faccio il filo da almeno due anni .La casa di Pollipoket è una specie di formicaio dove al posto delle formiche si trovano delle bamboline molto trendy. Hanno una collezione di scarpe con tacco da 10 cm tutte colorate e molti vestitini in plastica rilucente. La casa è una piccola valigetta dove dentro c'è di tutto. I mobili per il bagno, il salottino, la cucina e la camera da letto. Tutto il guardaroba, le parrucche e persino un orrendo barbioncino rasato alla moda. Billi mi ha detto che se vogliio posso pure comperarmela, ma che non dirà mai a nessuno che su madre possiede la casa delle Pollipoket. Non vedo cosa ci sia di male a giocare con  bambolette grandi come un mignolo, e poi mica dobbiamo sperperarlo ai quattro venti. Comunque non le ho ancora prese. Magari quest'anno le chiedo a Babbo Natale.

 Per il resto la solita vecchia merda che si rinsecchisce con il freddo e si sparpaglia flaccida con il caldo.I miei vecchi dilemmi si contendono l'emisfero destro e quello sinistro del mio cervello facendo solo un gran casino. Comunque tutto questo assume importanza sotto zero di fronte a quella cassa in plastica rosa scintillante e fischiettante con l'aiuto di tre batterie stilo alkaline AA.

A bientot

 

 

postato da: Lasibyllalibica alle ore 22:34 | link | commenti (2)
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mercoledì, 03 novembre 2004

Stamattina ci siami trascinati io e Billi in quell'orribile centro commerciale pieno di specchi con le scale mobili che precipitano nei piani sottostanti circondate solo da plexiglas. Mi ricordano, ogni dannata volta che ci sono sopra, una scala mobile in un centro commerciale a Londra circa una decina di anni fa. Io soffro di vertiggini e mi son ritrovata all'ottavo piano di un cetnro commerciale con le scale mobili completamente trasparenti. Per scendere mi son dovuta sedere e accoccolarmi con la faccia nelle mani, mentre la mia amica Barbara mi guardava come se fossi in preda a qualche esorcismo.

Ho comperato il lettore mp3, perchè nei piccoli passi che farò per uscire da questo mio malessere, sarà ascoltare musica in modo da distrarmi dai troppi pensieri che mi perforano come una goccia cinese, il cranio. Ora sto ascoltando a tutto volume gli Abba ed è incredibile come nel silenzio della casa, a quest'ora di notte, sembra quasi che sia giorno e che la vita sia appena iniziata come in un mercato rionale. Nonostante tutto tra un pò meno di un attimo staccherò queste palline gommapiumate dalle orecchie e me ne andrò a dormire. Sono fiera di me, sono riuscita a scaricare e-mule, cercarmi tre canzoni degli Abba, buttarle nel lettore e ascoltarle. Domani scarico i Carpenters. Mi sento così scema, ma ho bisogno di ridere. Ho pianto troppo in questi giorni.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 00:47 | link | commenti
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