
"Durante le estasi ci si denuda per vedere l'assoluto" [A. Merini]
Non ci sono posti privati in cui starsene rannicchiati.
Non ci sono posti pubblici in cui rannicchiarsi e stare.
Non ci sono spazi insonorizzati dove gridare.
Non c'è spazio per addolorarsi senza farsi vedere.
Qualche volta mi chiudo in camera e apro la tv.
Non so che diano attraverso il tubo catodico e nemmeno mi interessa.
Sto là, tra le lenzuola ricamate a mano dalla bisononna Teresa.
Sulle federe c'è ricamato con filo bianco su cotone bianco"SONNI FELICI" e ci sono fiori bianchi che dovrebbero essere dei fiordalisi. Li riconosco dai petali frastellati...e s'intrecciano a dei nastrini bianchi. E' tutto ricamato dentro un riquadro delimitato da un fregio a jour.
Le federe danno fastidio alle tempie. Mi tiro su ,fino al naso il copriletto, è bianco a righe blu, come i vecchi materassi di una volta.
Sto la' immobile con i piedi ghiacciati, come una salma e aspetto che il caldo mi irrori la pelle.
Non posso spostarmi di mezzo millimetro senza sentire i brividi di freddo.
Non sono malata, non ho l'influenza.
So solo che questi sono i momenti in cui devo congelare i pensieri....e starmene così a divagare senza tempo e senza meta.
A volte mi piace sognare.
M'impongo il sogno, inducendo il pensiero verso cose che vorrei sognare.
Non accade quasi mai.
Anzi non accade mai.
Domenica ho lavato papà. Gli ho fatto la barba e l'ho sgridato. Non voglio perda familiarità con i piccoli gesti quotidiani. Fatti la barba...dannazione...parla..chiedi..non sussurrare.... Lui mi guarda e prende in mano il tosabarba. Ha mani leggere e sottili, con dita lunghe e la pelle come la carta di pergamena. Sottile e quasi trasparente. Mi vengono brutti pensieri. Lo lavo e penso che un giorno sarà là e non si muoverà. Sarà là così , uguale identico ma sarà da un'altra parte. ...Non ne voglio più parlare, di questa cosa, di lui, di noi.
C'è stato il sole fuori oggi pomeriggio. Lo guardavo dalla finestra dell'ufficio. C'è una collina piena di alberi, di fronte. A volte preferirei ci fosse solo cemento per non farmi desiderare di uscire a respire.
Non sono triste.
Non sono nemmeno malinconica.
Sento di essere e di considerare. Ma non è un buon periodo.
Se solo riuscissi a scucirmi la bocca qualche volta.
Questi discorsi sopra discorsi che si annegano uno dentro l'altro e si bloccano come sulla diga che altro non è che questo bordo di questa bocca...se solo riuscissi a esplodere parole e non imploderle...se solo riuscissi ...o volessi.... sputarle da questa grotta nera e profonda.... chissà come starei... è abitudine o disabitudine?

Anestesia
dell'esistenza
Ho voglia di piangere. Anzi piango. Sto qua seduta e una luce sulla destra mi fa luccicare le lacrime che mi si fermano sul bordo degli occhi. Oggi non è giornata. Oggi mi sono venuti in mente ricordi. Oggi non voglio pensare a papà. Perchè mi ringrazia sempre prima che io esca da quella maledetta porta. Non so più come stringerlo perchè ha ossa dappertutto. Vorrei stendermi vicino a lui e aspettare che muoia...ma c'è sempre qualche cosa da fare là fuori e sballano i tempi, lo so... e sballa tutto, questo anche lo so. C'è Loussier che suona Bach e sapevo che se avessi chiuso gli occhi avrei pianto subito.
Scrivere a qualcuno che si finge il vuoto fa più male che scrivere al vuoto che crede di essere qualcuno. Ho le lacrime seccate, ancora una leggera palpitazione del diaframma dovuta ai miei singhiozzi repressi. Non piangoper mio pad re, e nemmeno piango per le tristezze del mondo e per gli orfani del Kossovo. Non piango neanche per me, perchè non ho nulla per cui piangere. Piango perchè devo. Non ho mai creduto che qualcosa o qualcuno potesse finire perchè sono troppo attaccata alla vita per considerare che la morte non sia altro che un nome , come nascita, adolescenza, maturità, vecchiaia . Non ho mai pensato a cosa c'era prima di me e tantomeno ora mi porrò il problema di cosa ci sarà dopo me . Continuo ad essere, finchè sarò, considerando che sono stata e che fui.Vorrei interrompere i miei piccoli suicidi temporanei ...così per un pò .
Questa era per me, nella mia casella di posta ....
CON I CAPPELLINI DI CARTA
ANCORA IN TESTA
Stanno preparando il conto, sul retro,
e noi parliamo.
Per questo non si vedono più camerieri
aggirarsi qui attorno.
Il fruscio dei soldi che conti
mi fa pensare all’erba
falciata in un cimitero,
e non credo basterà.
Immergi il dito nel fondo di vino rosso
e fammelo succhiare adagio.
Vorrei almeno togliessero i piatti sporchi.
Sul menù non c’erano i prezzi:
avrebbe dovuto ben dirci qualcosa.
Trippa di maiale in salsa d’angelo,
come caspita ci siamo lasciati allettare?
Amore della mia vita, scatenati nel ballo

Oggi è il compleanno di Liliana. Sto indossando una camicia da notte di flanella. L'anno scorso le regalai una raccolta di poesie di Umberto Saba in edizione extralusso della Einaudi. Quest'anno ci sto pensando ... stavo pensando che forse uno stereo decente per ascoltarsi i cd, non sarebbe una cattiva idea, visto che quello che possiede fa pena e, siccome la musica che esce sembra il rutto di un alcolizzato post-sbornia, giace là nella libreria sepolto da uno strato di polvere simile ad una generosa spruzzata di borotalco.
Fare un regalo a Liliana è un'impresa titanica perchè, come ogni mamma che si rispetti , secondo il suo punto di vista non si merita assolutamente nulla, tutto fa chifo, possiede già quello che le serve...ma se la osservi mentre lo dice (in modo davvero convincente) noti che mentre tu sbuffi scocciata, lei continua a sciorinare parole scrutandoti con la coda dell'occhio....e sottolinea volutamente quelle frasi ormai note del tipo "non ho bisogno di nulla".."tanto a che serve"..."siete voi il mio regalo". Io concludo sempre con un OK.
Bene... appena sentita al telefono, Liliana. Chiudo qua perchè ho già il nervoso. Ma si può cominciare la giornata così? E che palleeee....

solopianosolo
stasera sono stata con la mia amica Rosella e la mia gemella ad un
concerto per solo piano. All'entrata ci hanno consegnato un naso da
pagliaccio rosso. Non scherzo.Il tipo che suonava indossava una
maglietta di cotone slambricciata color blu stinto e un paio di
pantaloni blu non stinto.Scarpe marroni consunte. Aveva i capelli
ricci increspati . Sulla locandina dicevano: CONCERTO DI URI
CAINE "Solitaire" - solopianosolo - ...perchè una musica come
quella proposta da questo straordinario musicista non consente
assuefazione nè appagamento, ma solo inesauribile gioia
dell'ascolto.....
...ed ha iniziato , nel buio della sala, illuminato da un faro in
verticale che gli perforava di luce la testa, a muovere in maniera
imperterrita due mani ...e non suonava un pianoforte ma il
painoforte raccontava la storia della musica attraverso le sue dita
guizzanti e arroganti... melliflue e adoranti. Ogni nota dava
l'occasione ad un'altra per far nascere e far morire e far rinascere
e rimorire brani noti e meno noti ...e note a piè pagina e note
della nota e note in bibliografia per poi tornare al centro di un
discorso musicale annotando qua e là noticine degne di nota.
Questo tale Uri ha ciucciato centinaia di la, sol, fa, si, do,
chiavi di violino , con una foga innarestabile e unt piglio alla
Woody Allen, indossando nei bis il suo naso da pagliaccio, e ha
intrecciato Gershwin e Mahler e Bach e Satie e Wagner e Miles Davis
e Bill Evans e John Coltrane e chi più ne ha più ne metta,
zigzagando tra il jazz e la musica classica come un pazzo scatento.
Rosella rideva e ogni tanto faceva vibrare la fila di seggiole,
soffocando il riso a mezza gola e con la coda dell'occhio la vedevo
strimpellare le dita su una tastiera immaginaria e raddrizzarsi il
pallino rosso da clown sulla gobbetta del naso.
Dopo circa 5 bis siamo uscite. Bella serata davvero...le stelline
dormono e io mi concedo al sonno .... appoggio qua il mio naso da
pagliaccio. Notte.

blu notte
Qualche volta , la sera tardi, mi affaccio alla finestra o mi siedo sul davanzale, e mi prendo qualche minuto di relax. A volte accendo una sigaretta che sfumacchio pigramente senza inghiottire il fumo. Ci sono questi alberi proprio sotto il mio davanzale: un ciliegio, un pino, una specie di piccolo cipresso con delle bacche verdoline con dei piccoli pungiglioni, un alberello di fiori di maggio, un piccolo nocciolo e un alloro che è mezzo crepato e mezzo pieno di foglioline appena nate. Dall'altra parte della strada c'è l'ippocastano. Ora la mia casa è vista boschetto, d'inverno è vista mare. L'ippocastano spiaccica la sua ombra sul muro di una centrale telefonica, che un architetto che ho conosciuto, ha fatto costruire alla fine degli anni ottanta. A quest'ora assurda della notte c'è un tale silenzio che verrebbe voglia di aspettare il crepuscolo , ma è troppo lontano per non pensare che la mia testa crollerebbe sul davanzale di pietra. I miei piccoli alberi si agitano silenziosi e il pino sembra, nella notte, un groviglio di manine. A volte guardo se ci sono delle stelle, e stasera ci sono. Domani forse ci sarà il sole. Liliana ogni sera va sul poggiolo a salutare due stelle. Dice che sono le sue amiche. Quand'ero piccola mi aveva raccontato una storia sull'orsa polare , ed è l'unica costellazione che io riesca ad intravvedere con certezza. Mi piace il silenzio. Non so perchè abbia scritto stasera....ho un pò di nostalgia e non so nemmeno di che cosa. Ho i soliti mille pensieri che si accatastano da qualche parte e là si rimescolano fino a sfumare come i titoli di coda di un film. Vado a finire di pensare a letto, chissà che non mi addormenti .

Oggi è una bella giornata e Billi mi ha detto che sono un diplococo.
Ieri al lavoro si vociferava che Frate Indovino ha previsto 15 giorni d'estate in tutta l'estate. Spero che questa giornata di sole sia un bonus over quota 15 e spero anche che, parte di queste due settimane estive, combacino alla fine di giugno quando andrò al campeggio. Ho già predisposto parzialmente come occupare le mie giornate, investendo in "lettura". Durante l'inverno compro una quantità di libri che vanno ad accatastarsi su quelli letti o parzialmente letti stipati in maniera molto ordinata nella mia libreria. Solitamente riesco a dare una sbirciata veloce tra le pagine e so che verranno destinati alla progressiva scorpacciata estiva. Porterò anche il mio computer portatile , al campeggio, e una serie di dvd che devo vedere e rivedere in santa pace, previa documentazione critica in qualche sito specializzato.
La città è invasa dagli alpini e tutte le minime piazzole sono state occpuate da tende e camper. Aleggia un odore acre di vino rosso e di aceto e si sentono cori montanari e patriottici sferzare l'aria ancora invernale. Il mio vicino di casa mi ha detto che sua moglie sta vendendo penne a 7 euro l'una e cappelli d'alpino a 20 euro l'uno. Anche chi non è mai stato nemmeno vicino di casa di un alpino, diventa alpino. Ci saranno 350.000 nuove unità , pari a una volta e mezza la popolazione di Trieste. Ho sentito Laura al cellulare e mi ha detto di aver trasformato la sua casa in B&B, ci sono 6 alpini ospiti. Stasera andrò a trovarla. Sembra tutto irreale in una città abituata al coprifuoco alle otto di sera. Tanta gente mi mette in uno stato di ansia e me ne sto rintanata fin che posso su questa collina da dove vedo il mare. Dovrò uscire per forza, questo pomeriggio, ho l'appuntamento dal dentista. Vedremo che succede laggiù.
Ho lasciato un copriletto nella lavatrice e il rumore che emette l'elettrodomestico non è rassicurante. Ho dovuto spingere con due mani per farlo entrare tutto dentro nel loculo, ma puzzava di coniglio e non c'erano alternative. La puzza di coniglio è un pò una metafora,di solito non lascio razzolare conigli sul mio letto.... ma non si sa mai.
Oggi non riesco a scrivere di getto, mi escono frasette come didascalie per un libro di ragazzi.
Mi tocca andare a vedere la lavatrice, prima che imploda e la gomma di scarico si ingoi, come un cobra, il mio copriletto bianco a righe blu.