Ho rubato canzoni a Dio

Vedo e avverto lo strano vacillare dei miei pensieri, e quegli improvvisi smottamenti dei ricordi e il loro aggrapparsi alle rocce dei miei sentimenti dondolando lungo il precipizio del silenzio, e quel torpore che mi inebetisce a mia insaputa e allora inizio a contare le mie dita per non svanire nel nulla.....

io

Utente: Lasibyllalibica
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calpestano il mio cielo

CALPESTATO *loading* volte
mercoledì, 03 marzo 2004

Eccomi. L'altro ...

Eccomi. L'altro giorno la neve s'è spiaccicata rumorosa sull'abbaino e la mia gola s'è contratta di botto, lasciandomi senza voce. La mattina ho annaspato tra le lenzuola di flanella , e ho estratto un braccio per stoppare la solita vecchia sveglia indisponente. Ho tossito e ho espulso la mia ultima vocale disponibile. Ora bivacco ospite in questa casa, trascinandomi dal divano al letto e dal letto alla seggiola. Ho aspirato come un elettrodomestico , centinaia di programmi spazzatura che trasmettono a tutte le ore del giorno e della sera. C'è un programma su canale 5 che definirei imbarazzante. In uno studio dove campeggiano delle seggiole e dei troni, si alternano ragazzi e raggazze che si fanno il filo. Il peggio è quando arrivano queste tettone longilinee con labbra siliconate per corteggiare una mezza sega che se la ridacchia e se le struscia un po’ tutte. Questa esaltazione dell’amore platonico raggiunge picchi che mi provocano conati di vomito al solo pensiero che, un domani, mio figlio cercherà per morosa un manico di scopa con tacchi a spillo, labbra come due braccioli per lattanti in piscina e parruccona ossigenata. Per non parlare delle tette. Non parliamo delle tette. Non parliamo della gravità . Non parliamone proprio. Guardare questi programmi provoca una sorta di voyeurismo da casalinga (o casalingo) affranto. Una specie di rivisitazione de “La finestra sul cortile” dove al posto di James Stewart e Grace Kelly c’è il signor e la signora Rossi, in tenuta da casa che ravanano col telecomando alla ricerca dello scoop da lavandaia da sfoggiare negli incontri mondani rionali.

Oggi la mia voce si è inerpicata su per le corde vocali ma la voglia di tornare a casa mia s’è spenta . Sto bene qua a fare la pigra tra i tetti della città vecchia. Ho già stretto amicizia con i bottegai del rione. Il giornalaio dal quale ho comperato una rivista contenete due cd di Mahler mi ha ripetuto più e più volte, che il prossimo mese uscirà un cd di Bach…certo vedersi appioppare 10 euro di prima mattina lo avrà considerato come un rito propiziatorio per gli incassi della giornata. Anche il salumaio è simpatico, mi ha dato una fetta di prosciutto cotto solo perché ho detto che avevo un certo languorino. Sono pallida certo, ma non ho il fisico della denutrita. E poi da questi tetti si vede un tramonto così languido da farti capire che certi discorsi sulla mortalità dell’uomo hanno di certo un seguito. Dio permettendo.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 16:30 | link | commenti (5)
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