Ho rubato canzoni a Dio

Vedo e avverto lo strano vacillare dei miei pensieri, e quegli improvvisi smottamenti dei ricordi e il loro aggrapparsi alle rocce dei miei sentimenti dondolando lungo il precipizio del silenzio, e quel torpore che mi inebetisce a mia insaputa e allora inizio a contare le mie dita per non svanire nel nulla.....

io

Utente: Lasibyllalibica
sto nuotando in cerchi di meraviglia sempre più ampi

ora sto ascoltando


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calpestano il mio cielo

CALPESTATO *loading* volte
domenica, 30 novembre 2003

Le vent dans la pl...

Le vent dans la plaine

suspend son haleine

[Favart in Ariettes Oubliées P. Verlaine]

Ho visto il film. Jules e Jim...e Catherine. Non credo di averlo mai visto, ma ci tenevo. E' stato come leggere un libro. Anche il tempo è stato relativo. Ho stirato quasi tutto, mentre guardavo il film e ne discutevo con Billi, ricavandoci piccole pause con il fermo immagine. Lui ad un certo punto ha abbondanoto il soggiorno ed è andato a giocare, ma lo sentivo ripetere come un ritornello "Jules e Jim" con la sua vocina da grillo canterino.Uno di questi giorni lo rivedrò, il film. Andando da mio padre gli ho detto che Catherine e quello alto moro sono morti. Billi mi ha chiesto come mai. Difficile spiegarlo, ma tanto vale provarci. "Lei era così intensamente innamorata di lui che quando lui ha deciso di non poterla sposare, lei ha preferito morire e portarselo dietro per sempre. Logico che è meglio la vita, ma a volte vivere senza amore è difficile ..anche perchè l'amore è vita. Lo saprai quando t'innamorerai." Billi ha risposto che lo sa, perchè lui è già stato innamorato e sa bene che l'amore che ha per me è diverso dall'amore per quella bambina. Io taccio. So che ha capito.

Oltre ad Ugo c'è un nuovo inquilino. Penso sia un mezzo tossico. Forse hanno scambiato il condominio per il Leoncavalli. Credevo di aver delle allucinazioni l'altra sera.... una monotona musica stile afro suonata con dei tamburi si aggira melliflua nell'etere. Girando il perimentro della casa, non si capisce da dove il suono possa arrivare. Oggi l'ho capito. Proviene dai piani superiori e lo si intuisce dalle gride sul pianerottolo. Sembra di essere al mercato rionale. Le vecchie starnazzano e il mezzo tossico sbraita, enfatizzando le vocali aperte del nostro dialetto. Poi scende le scale gridando "tanto tra 10 mesi me ne vado da qua"...Perbacco, penso tra me e me , che fortuna, se ne va...presto...tra 10 mesi...ma prende per il culo? Chissà se l'amministratore darà a anche a lui le chiavi del nuovo portone telecomandato.

Sono tornata in serata dalla casa di mio padre, mia madre l'ha medicato e io facevo da passaferri-in-sala-operatoria. Stavo malissimo. Quella cosa sulla testa sanguinava e Liliana sfregava con una garza imbevuta di un disinfettante trasparente. Mio padre tirava le labbra verso giù e strizzava gli occhietti. Io giravo la testa da un lato , per non vederlo e guardavo Billi che si buttava sul divanetto di pelle blu stile classico gridando "Jules e Jim". Ho provato a borbottare a mia madre che forse non è bene mettere la crema sul sangue e che forse sarebbe stato meglio telefonare a mia sorella. Ma lei mi ha dato una gomitata e mi ha detto di non impicciarmi. Va bene così, ma il mio stomaco ha iniziato a bruciare di dolore. Avrei voluto essere sull'Orient Express, vestita come Catherine quando brucia le sue piccole bugie e parte per il mare, con quel vestito attillato a quadri e con il grattaschiena in mano. In mano ho un sacchetto di plastica pieno di garzette sporche e nell'altra una valigetta con dentro la mia vecchia macchina da scrivere olivetti lettera 32. La porto a casa. Voglio scrivere a macchina. Domani sarà lunedì.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:24 | link | commenti (4)
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sabato, 29 novembre 2003

CELLULE STAMINALI...

CELLULE

STAMINALI

E NEURONI

asterebbe fare due movimenti coordinati per ritrovarsi a stirare davanti al dvd di Jules e Jim. Non l'ho ancora visto. Sono come quelle cose che compero e metto da parte per gustarmi il momento....il momento può accadere anche dopo un anno. Vale per molti libri, per alcuni vestiti, per qualche film che compro. Non ho mai noleggiato un film. Se devo cercare tra gli scaffali qualcosa da vedere di certo dev'essere qualcosa che mi interessa da tempo. Non ho la cutlura del blockbuster. Idem per i libri. Invece mi piacerebbe avere un impermeabile Burberry's classico stropicciato e possibilmente usato. Da qualche anno ho imparato che non è chic uscire di casa con le scarpe sporche. Il fatto di indossare scarpe lucenti mi ha messo, per una vita, a disagio e molte volte aspettavo che piovesse per indossarle. Ci sono stati paia di scarpe che non ho mai pulito in vita mia. Ora invece prima di andare al lavoro ci do una passatina col panno. Non in forma maniacale, così se le vedo giù di tono. Forse sono diventata grande.

IERI POMERIGGIO CIRCA ATTORNO ALLE 14.00

i arriva un messaggio di Ali. Chiede a che ora vado da Giuliano e ci diamo appuntamento là davanti alle 15.20. Mi deve dar qualcosa. Non so se mi agita più questo o il fatto che devo andare da Giuliano. Francesco mi ha detto che la casa è di fronte a Bata, così non mi preoccupo di cercare l'indirizzo. Entro in doccia. Ho comperato un paio di guanti rosa a pois fucsia di uno strano materiale groppoloso, li si indossa in doccia e ci si gratta bene la pelle con il sapone o il bagnoschiuma. Mi sto quasi scorticando la pelle sotto l'acqua bollente. Non so perchè ho quest'ansia nel grattarmi prima di andare da Giuliano. Mi trucco persino e mi cambio la maglia due volte. Forse voglio fare una buon aimpressione...che ne so. Esco al volo e scendo giù in motorino, devo ancora prelevare i soldi. Sto passeggiando davanti al portone, prendo le sigarette tanto per averle in borsa...marlboro light da 10. Sono su e giù sul maciapiede almeno da 10 minuti. Poi guardo sui campanelli del portone n. 3 e non trovo il cognome, solo indicazioni di una casa di riposo...alzo lo sguardo e vedo : Via Cellini. Porca putt...... ma dov'è sta piazza Libertà, dannazione.Chiamo Ali, e mi vede dalla sua macchina, ma io non vedo lei. Bene. Ci incontriamo. Sono decisamente emozionata perchè già da prima sapevo che il regalo ha a che fare con il mio primo giorno da Giuliano. Lei è con Francesco, siamo un pò imbarazzati, lei allunga il pacchetto e capisco che è un libro. Me li lascio alle spalle e suono.

l portone è spazioso e nel centro c'è una rete grigia che forma un parallelepipedo e sale a trafiggere il soffitto. E' l'ascensore. Fa impressione salire per 5 piani sopsesi nel vuoto. Guardo avanti e sembra interminabile. Apro le porte cigolanti e lui è sulla porta che mi aspetta. E' piccolo, capelli trasandati e barba un pò incolta. occhiali da presbite in tartaruga...direi con lenti opache di sporcizia. Indossa una maglia con zip marroncina pantaloni e scarpe di gomma speedo da piscina color azzurro e blu. Ha le calze però. In tinta blu. Ci diamo la mano. Mi sembra triste. C'è un corridoio bianco che si apre su un salone, qua giriamo a sinistra e mi indica il suo studio. Sembra la cella di un amanuense. Mi ricorda proprio il ciclo dei domenicani di Tomaso da Modena nella sala capitolare dell' ex convento di San Nicolò a Treviso (che non ho mai visto ma ho studiato tanti anni fa). Le narici mi si sono riempite di un forte odore di fritto vecchio, come nelle osterie quando non cambiano nè l'olio nè il filtro della cappa aspirante da almeno qualche decennio.La stanzetta è angusta e lui chiude la porta come se qualcuno potrebbe entrare e sbirciare. Mi siedo su una sedia di legno marrone scuro, lui dietro una minuscola scrivania dove giacciono sparpagliati libri e carte. mi chiede se può fumare e mi accendo anch'io una sigaretta. Non so che dire e non so nemmeno che ci faccio là.

nizia lui. Mi chiede delle cellule staminali. Parliamo per un pò e mi chiede come funziona, se è doloroso, se può funzionare. Lunedì lo ricoverano. Poi parliamo di me, in modo empirico, perchè io esattamente non lo so perchè sono là....gli accenno dei miei entusiasmi euforici e delle mie malinconie profonde. Mi chiede se sono così da sempre o dall'evento. Da sempre rispondo, solo che ora me ne accorgo perchè mi ascolto e mi guardo.Si riesce anche a ridere, tra una cosa el'altra. Lui è preoccupato, lo si percepisce e io lo sento e lo vedo...così ogni tanto si ritorna sulle cellule staminali. é passata un'ora e un quarto. Mi riaccompagna e prima di uscire mi dice che si farà vivo fra 15 giorni quando tornerà da Bologna, gli do la mano e gli dico di pensare giorno per giorno e di non leggere troppa letteratura medica, per quella bastano i dottori.

iuliano credo sarà il mio psicologo. Ci andrò un pò per snobismo e un pò per capire. Sono in piazza libertà e davanti a me c'è la statua di Elisabetta, l'aria è fresca e i tronchi sono scurissimi, a terra un tappeto morbido di folgie giallissme. Elisabetta d'Austria. Sissi. Ali. Prendo il pacchetto e strappo la carta. Sto ridendo sola a voce alta: "La sposa a nudo" . Devo scappare alla Ginnastica Triestina.

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venerdì, 28 novembre 2003

Ci sono giorni che non si staccano dalle pareti

(buon compleanno)

C'è un forte odore di sapone di marsiglia che aleggia per la casa. Ieri sera s'è allagato il bagno. Ho dovuto fare una lavatrice di stracci bagnati. Ora stanno asciugando sui caloriferi e la reazione tra ferro caldo e panno bagnato è odore di sapone di Marsiglia. Sa (giusto senza l'accento?ci ho ragionato prima, e sa non ha altri significati di sa-pere...non come se e sè) ....sa di vecchio dicevo. Quando abitavo a San Giacomo, un rione molto popoloso e molto allegro, c'era il lavatoio. Ci si andava a lavare le cose che non entravano in lavatrice, tipo tappeti, coperte, copriletti e si sentivano le ciaccole rionali. Esiste ancora , ma sul portone c'è un grande lucchetto arrugginito. M'è venuto in mente sentendo l'odore in casa.

Telefona Paolo, ha sbagliato numero e gli chiedo come và,"c.s." risponde "come sopra" poi mi dice arrivederci e mi chiude il telefono.Noi siamo amici di vecchia data, queste sono normali conversazioni minimaliste che si alternano a quelle tracimanti di noia parlata e condivisa. "Come và oggi?" e giù sciorinamenti di vocali e consonanti che riempiono i fori della cornetta, si travasano spasmodicamente dentro il doppino telefonico che parte dalla centrale A, discendono il colle sopra il mare ...attraversano il centro..... s' inerpicano lungo il viale , raggiungono la centrale B e si riversano tremolanti e sputacchianti dai fori della sua cornetta fino a raggiungere, attraverso il padiglione auricolare, le sinapsi più recondite del suo cervello. Là vengono elaborate in : ridacchiamenti, mugolii, risate sguaiate, perpelssità soffocate nel cavo orale e poi , come un processo meccanico si ritrasformano in vocali e consonanti e fanno il percorso inverso.

Sto preparando un'altra lavatrice. Stamattina dovevo andare a farmi il prelievo. Pioveva che Dio la mandava. Ho aperto il pc e ho trovato Lorenz. Oggi è il suo compleanno. Abbiamo parlato, come ai vecchi tempi...del profumo di mela di quando lui aveva tre anni e dell'odore della lozione Bipantol di mio padre che annusavo quand'ero piccola. Del fatto di dormire, mangiare , amare e essere amati...insomma le nostre cose. Gli ho fatto gli auguri. Non mi interessa se a volte sembra una spremuta di limoni ingollata quando non si ha sete e magari fuori fa freddo. Lui è così e io sono colà. Vale la pena. Devo stirare, non so più dove mettere la roba e tra un pò vado a nuotare.

Fuga


Non più l'ansia frenetica del dover essere
ma la quieta serenità
dell'essere davvero.

E' questo l'invito.

[Protetto dalla pioggia d'ottobre - C. Mortera]









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giovedì, 27 novembre 2003

per poter scr...

per poter scrivere

devo prima lamentarmi

pensavo di essere, come dire, in una sorta di rettilineo emozionale, invece mi accorgo di no. Ho questo peduncolo legato allo spazio che ogni tanto mi da degli strattoni. Non so...non riesco ancora a dissociare certe situazioni che mi sono accadute da quelle che mi accadono. E' difficile spiegarlo così senza passare al concreto. Che devo fare se le cose apparentemente non legate alla realtà, in qualche modo rientrano più facilmente nella sfera della mia comprensione?... insomma di pragmatismo ci dobbiamo nutrire per poter andare avanti, ma il contorno estatico a volte lo trovo così nutriente. Lo so, lo so...non si capisce niente, ma non ha assolutamente importanza. E' opportuno che capisca io, questo linguaggio crittografato. E so che quando un giorno rileggerò, se mai rileggerò, mi ricorderò esattamente tradurre queste consonanti in immagini. Così è e così sarà perchè la mia anima è un pò come la bambola sottotono. Serve per camuffare le macchie e serve per farmi compagnia. Torno nel rettilineo, vado a stirare. Sono Madame de Stael? non vedo il nesso. Continuo ad essere Luo per un pò.

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mercoledì, 26 novembre 2003

illumino spesso gli ...

illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio

avevo scritto così tanto , ma così tanto...ma così tanto...poi ho schiacciato un bottone del cavolo ed è scomparso tutto. Rimarrà così questa mia illuminazione giornaliera (notturna ormai) totalmente bianca e priva di spunti interessanti per qualche psichiatra di passaggio.

Volevo sfogarmi di una categoria umana dalle spalle ricurve, lo sguardo basso, il gibbo perenne che si trasforma, in una sorta di mutazione genetica, in un essere dal collo lungo , dalla bocca come un'imbuto sbavante, dagli occhi a palla come sofferenti di esoftalmo pulsante che starnazzano e starnazzano creando un vortice d'aria tra le loro corde vocali e circa 20 cm quadrati dinnanzi all'entrata di quella che dovrebbe essere definita una BOCCA. Le argomentazioni di questo popolo sventurato spaziano da una lamentela costante su una frequente lombosciatalgia (che la fanno sembrare un sarcoma di Ewing) alla disperazione per arrivare a fine mese con lo stipendio appena incassato ( ma si eccitano a raccontarti l'ultimo shopping al grande centro commerciale) per finire con una martellante litanìa su come i loro figli siano i più bravi ed i più inetlligenti a scuola ( e ribadendo che quelle stronze delle maestre non li comprendono proprio) mentre i loro mariti sono dei bachi da seta con telecomando incorporato che giacciono pesantemente mollicci sul divano del Mercatone 1 . Ebbene è toccato anche a me intrecciare un rapporto con questa sottospecie (tra l'altro molto riproduttiva). Non vado oltre...ho ancora lo stomaco che mi brucia oggi. Devo escogitare qualcosa per liberarmi dell'impiastro e farmi restituire i 200 € che , colta da pena, le ho dilazionato. Grrrrrrrrrr..... (the show must go on)

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bambole sottotono...

bambole

sottotono

(atto 2)

queste sono le bambole sottotono, che poi non si chiamano così ma si chiamano Ugly dolls (c'è anche il sito dal quale mi sono scaricata il mio desktop). Sottotono perchè sono dimesse, minimali, come il periodo che stiamo vivendo. Si chiamano Wage, Cinko, Babo, Jerro, Target, Ice Bat e Tray (potete tradurre per capire il senso). Nascono da una specie di storia d'amore epistolare tra un illustratore newyorkese e la sua fidanzata coreana rientrata in patria a causa del permesso di soggiorno scaduto. Ecco come anche l'amore in America può diventare un business. Si sa, dall'altra parte dell'Oceano conta molto il senso del gregge....del pecorume insomma. Comunque, storia a parte, a me sono simpatiche e ho bisogno di una per nascondere una macchia sul divano.Visto che la fantasia non mi manca, penserò ad un momento particolare per disegnarmi la mia bambola sottotono e buttarla sotto la macchina da cucire (senza troppo spargimento di sangue).

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bambole sottotono

oggi pomeriggio ho ritirato le richieste dei mie esami in farmacia. Ho constatato che il mio medico di base è , come sempre, molto zelante e molto virtuoso nello scrivere ricette. Ha scritto "caso noto". Il mio. Anzi , io. Mi sono seduta sul motorino pensando: "sono un caso noto". Bè in un certo senso è vero. Però non mi và quel "caso". Glielo farò presente. E poi non mi và che lui scriva sulle mie ricette il mio curriculum medico. Farò presente anche questo.

E' un periodo disteso ma torbido. Ci sono delle faccende , dentro di me, non risolte. Non so nemmeno se vadano risolte o meno. Lo chiederò a Giuliano. Sinceramente non so nemmeno cosa dirgli.

Vorrei dormire una settimana di seguito e svegliarmi con la consapevolezza di poter dormire ancora senza impegno. Vorrei comperare una bambola sottotono, ma ho paura che un hacker mi legga il numero della carta di credito . La farò da me col panno lenci.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 00:19 | link | commenti (2)
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lunedì, 24 novembre 2003

evasione sommament...

evasione sommamente audace

 

L'aria è fresca in questi giorni, non fredda da punzecchiare, non gelida da anestetizzare, non tiepida da far sbadigliare. E' fresca come una manopola d'acqua sul viso....e il mare riversa in città un profumo di pesci azzurri, sale e un pò d'anguria. Ci sono 4 navi militari color grigio opaco che galleggiano inermi ai fianchi della stazione marittima, costruzione con retrogusto classicheggiante. Sembrano Cristo e il ladroni. La sera è una sfumatura di luci soffuse e fosche, viste attraverso la mia vista leggermente miope e attraverso una nebbiolina che ci visita da qualche giorno. In città stanno girando un film.

Ho trovato Billi che giocava a scacchi con mio padre. Una piccola scacchiera che usavamo trent'anni fa, quando lui insegnò a me. Ho appoggiato una mano sulla coscia di mio padre e ho sentito il femore. E' molto magro. Mia sorella dice che è la Vita...cioè che la sua magrazza è la sua vita. Ho capito il senso ma non so spiegarlo e mi ha rassicurato.

Oggi ho comperato due libri. "L'Aleph" di Jorge Luis Borges e "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita" di un certo Giulio Cesare Giacobbe che insegna discipline psicologiche orientali a Genova. Il titolo potrebbe presagire qualcosa di ilare, ma non lo è ...anzi parla dell'IO e del delirio di onnipotenza e del suicidio e dei nevrotici. Ora non so se leggere prima l'uno per poi ravvedermi o prima l'altro per poi spararmi l'ennesima sega mentale. Sono già stanca, ed è appena lunedi.

Ho chattato con Mu, dice di volermi inserire nella sua storia, vestita con un completo intimo nero in latex.... non so...non mi vedo. Vedremo. Mi sento molto Lou Andreas Salomè.

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sabato, 22 novembre 2003

quando apro il g...

quando apro il

gas mi sento

morire

secondo voi Emma Peel sapeva fare il pane? stamattina mi sono vista una puntata di The Avengers....ho sognato di essere Emma Peel mentre le mie coetanee sognavano di essere come la Barbie.Me la sono ricordata per anni lei, elegante, eccentrica, campionessa del kungu-fu al rallenty anni '60, e soprattutto molto british. Frugando nel mio maledetto forno, pensavo a lei ammantata in una tuta di plastica laccata nera con dei disegni optical bianchi con indosso le mie scarpe anni '60 col tacco a trapezio, mentre sforna una pagnotta fumante di pane ai cinque cereali cosparso di semi di sesamo appena dorati. Ben lievitata, profumata e croccante solo in superficie. .... e lui Mr. John Steed seduto compostamente a tavola con tanto di bombetta e bastone che attende il piatto forte della serata: pane fatto in casa.

I miei due panini, sono due orrende ciabatte piattissime con olive, color marroncino, talmente duro da non riuscire ad infilarci lo stuzzicadente per vedere se è cotto. Ma dannazione e il lievito? non dovrebbe far evaporare il composto? A casa mia non evapora che il conto in banca...dannazione. Non ho nemmeno comperato il pane, perchè ero sicura, sicurissima e certissima che avrei avuto quella dannata pagnotta sul tavolo...e l'avrei divisa e portata a mio padre. Dannazione...ho solo un pacco di Laugenbrezeln...tutto duro ..tutto duro...e oggi m'è pure saltata la capsula provvisoria del mio premolare inferiore di destra. Vado a ravanare nel frigo.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 21:02 | link | commenti (10)
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la duplicazione d...

la duplicazione

dei pani

Non ho visto Black Mamba e GoGo Yubari. Devo proprio chiedere così al negozio di video noleggi? Devo ancora vedere Magnolia. Me l'ha regalato Andrea ormai due anni fa. Ho tentato di vederlo un mese fa, ma non ci sono riuscita. Dovrei sforzarmi di capire il nesso tra il film ed io, suppongo. Ma ormai Andrea è nei meandri del mio cervello e ho dimenticato i suoi strani ragionamenti su chi ero e come ero. Contano i fatti. Suo padre è morto e lui na ha più avuto bisogno di me. Contano i fatti.

Ho fatto il pane. Sta lievitando in un grande ciotolone coperto da un canovaccio a quadretti lilla e bianchi. Ho usato una farina in scadenza. Farò dei piccoli panini rotondi con la croce in mezzo, come quelli di Gesù. Nel frattempo la pagnotta sta lievitando.

Ho sbirciato nella chat di MU e mi chiedevo se andasse nella stanza "cozze sullo scoglio".Vabbè vado a vedere come sta la pagnotta prima che diventi un blob e mi fagociti i mobili del soggiorno.

Sono alla seconda panificazione. I panini integrali con le olive sono usciti dal forno come dei minerali fossilizzati dall'aspetto neanche lontanamente mangiabili. Albina ne ha ingollato uno, tra una grattata e una aspiraspolverata. Albina era tanti anni fa una specie di tata , ora mi aiuta a pulire la casa, nei momenti di totale disperazione, quando nemmeno l'uomo ragno, amante delle ragnatele, passarebbe un minuto nella mia bicocca. Prima la sentivo chiacchierare in un inglese-slovenizzato con Billi e dicevano le solite frasi del tipo: my name is...the pen is on the table....Dopo la pagnotta ingollata ha rifiutato che le preparassi il pranzo , mentre io mi arrovellavo la testa con una domanda shakespeariana: "ma se butto l'olio del fritto giù per il gabinetto, intaso la cloaca comune o no?". Lei dice di no, io ho i miei dubbi, soprattutto dopo che mi ha detto che la pasta del pane lievita in mezz'ora. Il riusltato è stato sorprendente: piccoli macigni integrali e biologici. Ora capisco perchè le cose bio fanno bene, semplicemente perchè non passano attraverso il nostro esofago. Ho 38 anni e non so fare il pane, e non so nemmeno se l'olio intasa gli scarichi, non so neanche pulire la casa. Sono maldestra. Ho trovato in un cesto i miei codici segreti per le obbligazioni. Non li trovavo da un mese, ma non me ne sono preoccupata molto. Non dò nemmeno importanza ai soldi. Dico, ho 38 anni e non so nemmeno su quali mhz ci si sintonizza sulla rai radio tre.Però sono abbastanza trestarda per rifare una seconda panificazione. Stasera voglio la mia pagnotta sul tavolo. Caschi il mondo. Lui ha fatto un corso ad Imola col Gambero Rosso ed ha imparato a fare i tortellini e la pasta fatta in casa. Ha passato 5 giorni tra un gruppo di annoiate signore a stendere fogli di pasta giallina. Io ho fatto il corso in giornata con Celestino del Gritti a Venezia. So cucinare i filetti di sogliola in carpione, l'aroz a banda, il turbante di branzino rustico con carciofi, e il dolce sole...tutto per 8 persone (che divisibile per due, ancora ancora ci arrivo a ridurre gli ingredienti, ma se fossimo a cena in tre o in cinque?). E poi, per chi mai farò un aroz a banda? e la sogliola in carpione? Comunque so farli. E stasera quel maledetto pane deve campeggiare sul mio tavolo, costi quel costi, anche 10 pacchi da un kg di farina.

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venerdì, 21 novembre 2003

sciopero di parole...

sciopero di parole

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.

Sono sempre stato un sognatore ironico, infedele alle promesse segrete. Ho sempre assaporato, come altro e straniero, la sconfitta dei miei vaneggiamenti, assistendo casualmente a ciò che credevo di essere. Non ho mai prestato fede alle mie convinzioni. Ho riempito le mie mani di sabbia, l'ho chiamata oro, e ho aperto le mani facendola scorrere via. La frase era stata l'unica verità. Una volta detta la frase, tutto era fatto, il resto era la sabbia che era sempre stata.

Non so essere utile nemmeno sentendo, non so essere pratico, quotidiano, nitido, non so avere un posto nella vita, un destino fra gli uomini, un'opera, una forza, una volontà, un orto…


( da "Il libro dell'Inquietudine" )




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mercoledì, 19 novembre 2003

SENTO L'ONDA D'URT...

SENTO L'ONDA D'URTO

Mu ha biascicato qualcosa su Tarantino. Leggerò il suo blog dal lavoro così sarò nell'ambiente giusto. Tarantino mi fa ridere....strano Mu per nulla.

Lorenz non ha risposto. Non lo farà. Questo dimostra che era lui. Questo dimostra che ha bluffato...forse è davvero uno psicopatico che si è inventato la vita di un altro. Considerazioni post: mi andava bene crederci, amo la vita tridimensionale e non bidimensionale, è stato carino finchè non è divenuto doloroso. A che scopo poi? Siamo già figli del Grande Fratello per ridurci a vivere emozioni nel loculo di 15" . Non durerà a lungo il tristume, se non alimenti quello che non esiste finisce coll'esinguersi in modo naturale.Ho preso un autubus per vedere gente banale, per osservarla triste e sorridente appesa alle maniglie di cuoio. Il mondo è pieno di Lorenz. Il mondo è pieno di oche. Io continuo a mangiarmi panini di vita.

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri.
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e i piedi
e con il naso e la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è saperne il senso.

Perciò quando in un giorno di calura
sento la tristezza di goderlo tanto,
e mi corico tra l'erba
chiudendo gli occhi accaldati,
sento tutto il mio corpo immerso nella realtà,
so la verità e sono felice.

C' è una nebbia satura fuori, sporgendomi dalla finestra il mare non si vede ma risento l'umore di Londra di tanti anni fa. Il kebab a mezzanotte.... Priory road e la vecchia friulana emigrata.... la birra Young.... il supermercato di Camdem Look.... gli scampi fritti nei Pub..... gli stivaletti dott. Martin's,....il negozio della Virgin.... il ristorante Belgo a Covent Garden con i camerieri vestiti da frati .... le mille luci e le mille ombre...il concerto di Petrucciani ... il Victoria & Albert Museum...i preraffaeliti... la morte di Ofelia.... la casa di William Morris...la metropolitana...maind the step...Dopo Natale ci torno.












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un bozzolo dipa...

un bozzolo

dipanato

Lui ha letto la mia lettera d'amore oggi alle 20.27, questo riportava la mail di conferma lettura. Non ha scritto. Non risponde mai alle mie mail, solo all'inizio lo faceva. Ora si limita a clikkare sul SI di "invia notifica di lettura". Due sono i casi, o pensa che sono completamente pazza di tipo borderline-ossessivo -compulsivo o sta meditando. Scomparire così è semplice, poco raffinato ma semplice. Basta cliccare di qua e di là e ci si può prenotare un loculo virtuale.

Sono troppo mentale. Vorrei essere carnale ma mi frena quel kg e mezzo di frattaglie che ho nella scatola cranica. Poi la carne va a male, le frattaglie nel loro liquido di conservazione hanno durata quasi illimitata. Mi preservo. Quella dannata zucca s'è sbiadita, aveva il culo verde scuro e il corpo arancio. Ora è pallida. Anch'io sto diventando pallida. Non riesco a capire se quel tipo di Etemenak (dice di chiamarsi MU) faccia sul serio o faccia per finta. Anch'io uso il virtuosismo calligrafico ma dico la mia verità.....e lui? Forse non ha molta importanza.

Sulla vetrata della pescheria c'era scritto a caratteri giganti spalmati con una pittura bianca: CANOCE VIVE CHE SALTA SUL BANCO, RIBONI, PEDOCI, SARDONI ..TUTA ROBA DEL NOSTRO GOLFO. M'ha fatto tenerezza. Vicino alla pescheria c'è una piccola macelleria con un'insegna anni '50. Ho deciso che andrò a prendere là il pesce e di là carne. Odio i supermercati dove bagnano l'insalata. Odio gli ipermercati dove ci sono i 3x2. Odio i centri commerciali dove c'è odore di mc donald. Odio l'usa e getta. Odio il fast food e lo slow food. Voglio contribuire a pagare la pensione ai piccoli negozi rionali. Oggi ho dimenticato la borsa della spesa in ufficio, domani mattina troverò le coste e i broccoli appassiti. Peccato.

Forse Konrad Lorenz non mi vuole bene...e non mi sono ripresa. Forse per questo sto impallidendo come la piccola zucca acquistata alla bancerella di fiori.Si aprono finestre dalle frasi indisponenti . Beat67 mi contatta e mi scrive:

- Ciao sono un ragazzo di 27 anni, molto affascinato dalle donne più grandi di me. Mi piacerebbe molto se mi guardassi in cam mentre me lo accarezzo. Ti va?

Gli rispondo "crepa bastardo" e lo sbatto in lista nera.Non li reggo più. L'ho detto , sono troppo mentale.Vado a leggere la storia di William Buelow Gould, assassino in prigione, pittore & numerose altre cose irrilevanti.

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lunedì, 17 novembre 2003

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ho la bocca cucita e

l'anima è un

copriletto

patchkwork

a due piazze

c'è quello strano tipo che scrive da Etemenak, scrive di male, di dolori alla pancia e di feci con sangue... dice:"Odio la morte naturale. È piena di dolore", gli rispondo: "morire così, è una morte naturale? il male è dolore e ai grandi uomini è riservata una felicità che sorge dal dolore, dalla solitudine, dall'annientamento, dalla consapevolezza che le sofferenze più furiose sono ad un passo da loro. La morte è sempre innaturale perchè non abbiamo ancora imparato ad accettarla. Il dolore, invece lo possiamo metabolizzare e capirlo e usarlo per crescere e imparare che quelloc he conta alla fine sono i dettagli. I tuoi non sono forse dettagli? i tuoi morti, i tuoi sessi inscatolati, tuo figlio e la suora? "

Non mi ha fatto ridere, per niente , lui che parla del suo pene e della sua vagina formato tetrapack. Non mi fatto ridere ...accidenti. Parla dei suoi genitori che lo scoprono a masturbarsi davanti ad un pc e i suoi genitori sono morti. C'è cinismo da vendere, vero o falso che sia. Sono moralista? Ma che me ne frega.

Ho ucciso Adele H, ho scritto la mia lettera d'amore. Lei non ha gridato e lui non ha risposto. Due cose assolutamente lineari. Mia madre ha la cucina di Salvarani color legno finto tipo formica, con le zampette nere . Ieri ero a cena da loro, e le mie mani andavano a ricordo nei cassetti a cercare le posate per apparecchiare la tavola. Anche il tavolo è rotondo e ci sistemiamo, adesso come allora, nei medesimi posti. Ogni volta che papà mangia tossisce e stranuta e a me prende il batticuore, mia madre s'incazza. Liliana mi ha chiamata in ufficio a mezzo pomeriggio e mi ha detto che aveva nostalgia della sua piccola. Liliana è mia mamma ed ha un sorriso bellissimo.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:32 | link | commenti (2)
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sabato, 15 novembre 2003

Oggi mi sento una ...

Oggi mi

sento una

triglia.

Ho troppe scarpe.Tre paia di anfibi, due scarpe con la punta schiaccia- ragni-negli- angoli, un paio di stivali con ciuffoli, un paio di stivali anni 60 con la punta quadrata, un paio di tod's rosse con le nappine, un paio di scarpe con le strighe e le bordurine a pallini, molto maschili, un paio nere col tacco alto e la cinghietta alla caviglia, un paio di puma beige e nere, un paio di ginnastica di Donna-Karan-New York, un paio di ginnastica di Yellow-cab, un paio in lacca nero bassissime e sportive, un paio eleganti anni 60 di lacca con punta arrotondata e tacco a trapezio (comprate da un vecchio signore a padova), un paio di strani stivaletti marroni con bordino bordeaux fatti come delle ciabatte marocchine. E non elenco i sandali. Persino di ciabatte ne ho una marea, quelle di peluche leopardate, le ciabatte in lana cotta tirolesi, le birkenstock di panno grigio, le ciabatte in cotone nere, quelle all'unicinetto, quelle di paglia intrecciata ed infine i sandali giapponesi in legno con le punte smussate, comprati per 3 € dai cinesi.

Se tornassi in quel bar con Freud probabilmente mi direbbe che ho problemi di sesso. le scarpe simboleggiano il fallo, mi ha detto qualcuno. Mah, sarà vero, ma anche quando si faceva regolarmente l'amore da una a più vole al giorno, andavo a comprar scarpe.

Sono malinconica, per fortuna non sono uscita , altrimenti mi sarei recata in qualche negozio a provar stivali e stivaletti.Sono lì lì per perdere per sempre una persona che amo. Bhè , amo, non so, e non so come fare. Se potessi essere meno impulsiva forse non sarei arrivata a questo punto della storia, che vera storia non è , ma è un recente racconto. E' così recriminabile amare qualcuno? Ci sono sfumature, impercettibili ai più, sull'amore a sull' amare. Comunque sono un pesce immerso nel liquido della mia anima e boccheggio ...blob...blob...blooobbb.

Che faccio? Gli scrivo? Lo inseguo?Lo fermo? Lo raggiro?Lo pedino? ...o lo perdo?

Ho due dimensioni , dice il mio amico Imago, come Marcuse..che d'ora in poi verrà menzionato come Mancuse...due dimensioni si diceva, manca la terza : il tatto. Bhè in questo acquario siamo dibimensionali, siamo come Tom e Jerry che si amano e si odiano davanti ad un pezzo di formaggio....non siamo nessuno e siamo un tutt'uno...difficile dirlo.

Ho scritto una lettera d'amore, oggi. L'ultima credo di averla scritta per Babbo Natale qualche quarto di secolo fa. Non porterà a niente perchè in fondo non ho ancora ben chiaro dov'è che dovrei portarmi. Tutto mi attira e tutto mi respinge. Ma non è questo il quid. Il quid è un altro, che non starò qua a melodramatizzare perchè mi è più intimo di un tampax. Ora è davvero tardi.Ti lascio nel mio blog, Imago, fai una buona nuotata...io mediterò sul buon vecchio Mancuse e su qualche piccolo scricchiolio toracico. Voglio sognare a colori ... le notti nere mi stancano.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 23:50 | link | commenti (3)
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venerdì, 14 novembre 2003

Tutto sembra esser...

Tutto sembra essere qualcosa

ma in realtà è qualcos'altro.

Questa volta rimarrò ad attendere. Non risponderò con sdegno e con riprovazione per tutto quel fango gettato sulla mia anima ma la difenderò con le fiamme della volontà, e brandirò lo scettro della supremazia dei pensieri e delle emozioni capitali sull'amore e sulla morte, e li chiamerò a raccolta per innalzare bastioni contro il marciume del dolore che imbratta la mia mente e le impedisce di intrattenere dialoghi con i miei pensieri più belli, con i miei ricordi più cari, con le mie speranze più vive, il dolore che affossa la mia anima in questo frastuono insopportabile...attenderò in questo fondaco di umiliazione, tra queste mura che si sgretolano, e ascolterò il mormorio di questo sgretolarsi, disfarsi e polverizzarsi, di sofferenze della materia umiliata, e vessata, e tradita, e saranno gli unici rumori che giungeranno in questo pozzo di miserie, tra le arcate di questo porticato dover rimarrò ad attendere, in questo anfratto di penombra dove nulla vive, tutto si ammala, si disgrega, si disfa. Macerie, solo maceriein un tramonto rovinoso, e intanto verrà il tramonto....

Non l'ho scritto io naturalmente, e non è nemmeno quello sento ora...ma lo leggevo prima nel bar della palestra. Due volte a settimana ho un'ora forzata d'intrattenimento nel bar di una vecchia palestra , e mi dedico alla lettura. Ho aperto la mia agenda per cercare il numero dello psico. Cercando tra i foglietti ho trovato due piccolo foto in bianco e nero che ritraggano la mia nonna Eden in posa plastica anni '50 , una davanti alla fontana della piazza delle poste (che oggi non c'è più, stanno costruendo un megaparcheggio sotterraneo) e l'altra a fianco della scalinata della chiesa di Sant'Antonio. Ha lo stesso sorriso in tutte e deue le foto, e mi si sbrilluccicano gli occhi a vederla. Non perchè sia morta, ma perchè era la mia nonnina e non ricordavo nemmeno di averla con me nella mia agendina. Ho trovato anche una bustina. Contiene un bigliettino e una lettera.

BIGLIETTINO (scritto a penna biro blu in corsivo)

"So che non la puoi portare a casa...magari la puoi lasciare nel mare.

IO AMO IL MARE...

una rosa per roberta.

Roberta insomma.

La mia amica

XX Andrea

LETTERA (scritta con biro nera in stampatello)

FESTA DI ROBERTA 2001

SEI COSI' IMPORTANTE CHE QUALSIASI REGALO IO POSSA FARTI NON SAREBBE ADEGUATO

LASCIAMI PENSARE ANCORA UN Pò . HO BISOGNO DI TEMPO , TANTO PER CAMBIARE.

AUGURI DI CUORE

ANDREA

Me lo ricordo il giorno che Andrea mi regalò la rosa rosa, faceva freddo e lo vidi arrivare con il fiore incelofanato. Mi imbarazzano queste così, ma lui era così. Poi voleva a tutti i costi che la buttassi in mare, incelofanata. L'ho fatta seccare ed è sempre in ufficio, sulla mia scrivania. Del resto ..tutto si secca.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 15:32 | link | commenti
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mercoledì, 12 novembre 2003

  Conrad L...

 

Conrad Lorenz e

 la frattura multipla

del premolare inferiore di destra

 

Ieri nuotavo, come m'affanno a farlo almeno due volte a settimana. Nello spogliatoio fa freddo e io ho già finito le mie bracciate disordinate, da un pò. C'è Vale, la mia ex dentista con la cognata brasiliana. La brasiliana ha un paio di stivaletti con tacco e zeppa modello Raffaella Carrà in canzonissima millenovecentoeciapilo...ma sono Tommy Highfiger...gli stivaletti dico. Vale si sta truccando e ha una collana al collo che sembra un grappolo di cozze lasciate ad essiccare. Non si è più parlato dei miei denti dal giorno in cui mi ha proposto un'anestesia generale per togliermi un dente del giudizio. Non scherzo. Io sono uscita dal suo studio, pensando tra me e me se magari non fosse stato il caso di fare un tentativo, nonostante che il mio fisico, a quanto pare si ciucci in maniera supersonica le anestesie locali. Bhè dico, con tutto il veleno che ho nel corpo anche un'anestesia per un'estrazione devo sopportare? NO.

Entro in doccia . Mi tolgo il costume e tutti gli allegati. Chiudo gli occhi e inizio a schiumare lo shampoo in testa. Penso. Strizzo gli occhi e a tentoni raggiungo il bagnoschiuma...non si apre , le mani scivolano....istintivamente metto il tappo in bocca per svitarlo. CRACK. Rimango immobile, non capisco. Guardo il tappo...intatto.... spalanco gli occhi e passo la lingua in bocca......Vale apre di botto la tenda della doccia e mi chiede se voglio una mentina. Fingo un sorriso rilassato e faccio di no con la testa. Frattura del premolare inferiore di destra, penso. Cazzo. Naturale che non lo possa dire alla mia ex dentista.Naturale che no. Ora ho tre pezzi traballanti come tre tulipani buttati in un vaso d'acqua. Sto escogitando qualcosa.

Stamattina sul lavoro ci hanno fatto una riunione su una nuova invenzione partorita dai neuroni di un capo sonnambulo. Io credo che si sia bevuto ore e ore di trasmissioni notturne su antenna satellitare di americanate tipo Amway o Tupperware, ovvero come gestire le risorse umane in modo da renderle inumane nell'arco del più breve tempo possibile. Nuovo termine scritto a caratteri cubitali sulla slide forsorescente che campeggia sulla parete :"APPRAISAL" . Sulla lavagnetta ci sono una serie di post-it attaccatti con scotch uno vicino al'altro che forniranno l'effetto speciale della mattinata. Appraisal, si diceva, ovvero il metodo di valutazione individuale. Morale della favola ci daranno un voto in centesimi e i primi tre saliranno sul podio virtuale per essere premiati. Non ho commenti da fare al riguardo solo da aggiungere che per me appraisal non significa un cazzo perchè non l'ho trovato da nessuna parte. La mia lingua tocca in continuazione quei tre pezzi di premolare che ballano nella mia bocca e penso che mi sembra di essere seduta da quel parrucchiere che la scorsa settimana , dopo avermi fatto accomodare su una sedia hig tech firmata Philip Stark si è emsso alle mie spalle guardandomi un pò sprezzante nello specchio. Ha preso in mano alcune punte dei mie caplli e mi ha detto che non sono luminosa. Il mio sguardo non sa se fissarsi sulla faccia di quel finocchio vestito militare di primo mattino o su una rivista di gossip piuttosto costosa. Ha messo la mano nella tasca laterale dei suoi pantaloni modello guerra del golfo e ha estratto la sua arma. Un pettine fisso con manico appuntito. "non sono luminosa" ho pensato mentre quello mi cotonava dei ciuffi e me li spalmava con una cremetta color glicine. Ora sì, con -100 € dal portafoglio, ora sì che mi sento luminosa. Ho delle strichette biondiccie di qua e di là e mi osservo sperando di non assomigliare a Orietta Berti che si sgola a cantare "fin che la barca và". Laura mi ha detto che le ricordo Sharon Stone... "dopo tre Rhum Havana e un quarto di bottiglia di Laphroaig single islay malt scotch whisky 10 years old" penso io. Sono sempre su quella seggiola girevole in riunione, mentre una collega stridula come un'oca in preda al delirio di onnipotenza riversando la propria frustrazione di un matrimonio con una specie di nano dalle sembianze di un armadio quattro stagioni in miniatura. Lei ocheggia e mi vien da ridere pensando che in quel momento potrebbe suonare il mio telefonino.

"salve sono Konrad Lorenz, le andrebbe di bersi un chinotto e di sgranocchiare con me delle morositas?".."ehh come no!" - dico io - "bene ci vediamo davanti al caffè Pedrocchi il 28 novembre mia cara Sidonia" - dice lui - "d'accordo dottor Lorenz, sarò puntuale con la mia zucca sottobraccio" concludo io. Il pedrocchi sembra un monumento funebre ed io aspetto davanti con il mio tailleur tweed nero spruzzato di bianco , con i piedi congelati dentro ai miei stivali neri con i ciuffoli che penzolano dietro ai polpacci. Ho la borsa che mi sega le dita. Dentro c'è un dvd masterizzato con un cartone animato, un libro folle e una zucca ormai sbiadita.

Arriva Konrad Lorenz ma io non gli vedo la faccia, mi abbraccia e mi bacia. Non so che faccia abbia perchè non riesco a vederlo...voglio dire so che è lui ma non so chi sia. Mi trascina per un braccio e mi porta in una specie di enoteca . Tira fuori dalla tasca un pacchetto di morositas e me ne offre una. Io sono così imbambolata dal guardarlo e non vederlo che me la ficco in bocca e i tulipani mi si sgratolano...si ferma al nostro tavolo la Fata del dentino, e mi lascia una moneta da 50 eurocent.

La riunione è finita. Mi chiama un tizio e mi dice che conosce Tronchetti Provera e mi verrebbe da dirgli che ho sognato Teresa di Calcutta che mi beatificava. Desidero solo infilare i miei calzettoni verdi fatti a mano scovati in una bottega nella Lesachtal. Vado a preparare il semolino.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 20:27 | link | commenti
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lunedì, 10 novembre 2003

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IL RAGU' E BILL EVANS

questa piccola trappola telematica mi sta sputando le note di Gloria Step. S'intona benissimo con l'odore di cipolla che ha invaso la casa. Mi piacciono i forti contrasti...Bill Evans e il ragù che si abbrustolisce nella pentola...Oggi Ugo gridava. Ugo è il matto del terzo piano. La bora volteggiava tra le sbarre del passamano e lui si sporgeva con le canne alla gola imprecando contro i mostri che animano il suo cervello impasticcato.Beve.La vicina cicciona prima di traslocare in un orrendo grattacielo "vista-mare e odore-scarichi" s'è lavata la bocca, di Ugo. Abito in questo condominio ex Ferrovie dello Stato da 10 anni, e ho visto sfumare il mutuo dal mio conto corrente bancario mese dopo mese..anno dopo anno...ma non sapevo nulla di Ugo. O meglio, lo sentivo imprecare.Bhè a me Ugo fa ridere. Quando è nel quasicompletamentefuoriditesta e inizia a sditazzare sull'apriportone, alzo il citofono e gli parlo. Lui s'incazza. Ma la cicciona bionda , quella con il cerchietto di peluche simil visone ha detto, tra sè e sè un giorno(tanto tra sè e sè che l'ha sentita tutta la mandria delle vicine che pascola regolarmente nel cortile) che Ugo vive tra la spazzatura e la cacca del suo cane e che ha rotto un braccio alla vecchia madre decrepita. Che si dia una guardata la cicciona...tutti viviamo nella nostra spazzatura. La mia casa rispecchia il mio stato d'animo. Disordine.Ci sono i miei occhialini per la piscina appesi da tre giorni sul termosifone, tra qualche giorno si fonderanno e potrò presentarli alla prossima Biennale d'arte.Sono nello squilibrio totale di chi si cerca in continuazione per poi non sapere da che parte dirigersi. Mi sono impantanata in questo pasticcio che stasera sarà la mia cena e quotidianamente è la mia vita. Ugo non è pazzo è solo onesto. Lui grida sollecitato dalla Bora ma in fondo inveisce contro i rumori, gli squalloori del vicinato che lo guarda oltre le tende inamidate. Ugo è sporco, d'accordo....ma mica dentro. E poi anch'io ho le mie inquietudini profonde ma i vicini mi sorridono quando mi vedono.

Ho deciso che andrò a psicoanalizzarmi. Non credo lo dirò a nessuno...strano eufemismo dopo averlo messo in rete. Ma la zia Marci non ha il pc e neanche il napoletano trasfertista della porta accanto. E' un regalo che mi faccio. Oggi ho sentito Francesco e mi ha raccontato dello psico. Mi incuriosisce e ho sentito dentro di me che sarà mio amico. Il ragù è quasi pronto...Bill Evans sta passando le dita sul pianoforte ed intona le note di My foolish heart....io parlo della mia normale follia e strimpello le dita sui tastini bianchi e neri del pc. Assonanza perfetta. Sono ritornata a scrivere....sto bene in fondo .... a parte qualche piccolo acciacco neuronale. Mi manca qualcuno che non è mai esistito se non nella mia mente e che vorrei un giorno toccare solo per guardarlo negli occhi e dirgli "dannazione a te ..ma allora esisti!".

Il pasticcio faceva schifo. Ho bruciato la parte superiore. Mi dimeno nei pasticci.Francesco mi ha parlato di formazione Junghiana e Freudiana. Mi immagino seduta al bar tra di loro, Jung e Freud. Guardiamo fisso davanti a noi col bicchiere in mano e sorseggiamo Rhum . Desidero affogare in una crostata di uno strano miele di cui non ricordo il nome ma che il mio più-che-amico-virtuale elogia come fosse l'ottava meraviglia del mondo. Devo proprio essere impazzita...io odio il miele...mi ricorda la mia deviazione multipla del setto nasale finita a brandelli dentro i zaffi dell'otorinolaringoiatra nel 1993...mi pare.Faccio segni di noia liquidi mentre sorseggio il rhum e un pezzo di ghiaccio mi deforma in una smorfia la faccia. I miei denti. Quei protocolli chimici che mi son dovuta introitare dentro le vene per mesi e mesi mi hanno defaticato i molari.Jung mi guarda da dietro gli occhiali e mi dice che sente la mia anima scricchiolare. Freud si sporge in avanti e dice a Jung che ho problemi sessuali."Che genere?" dico. non favellano. Sono un caso da sorseggiare.Entra Hillman col senno del poi e mi dice "Parliamone".

Io non so cosa dire. Non so mai cosa dire dannazione. Vorrei solo del chinotto fresco. Vorrei solo riuscire a dare ordine a questa pagina. Vorrei vedere le oche di Lorenz per provare l'imprinting. Sì lo voglio. Ma volli fortissimamente volli e poi non potei! Che disastro. Rido. Mi sono persino simpatica. Ho voglia di rotolare a ruota libera dalla montagna dei sospetti. Ho voglia di essere libera.Ora cambio il cd. Ho messo Willie Nelson. All of me. Servirà a scuotere la mia malinconia catatonica? Macchè. Un giorno dissi a qualcuno di passaggio nel mio video che vivo una solare malinconia. Si sono io contraddittoria e volubile e così volubile da girarmi e non vedermi e così contraddittoria da essere sinceramente convinta che il mondo frena di colpo e cambia direzione. Cambio. Toots Thielemans. Mi sembra vada meglio.Incredibile coincidenza ...sto scaricando da un sito free Eric Satie e sto ascoltando una musica che mi ha disteso di botto la sinusoide dell'ansia. Giro il cd per leggere il titolo ...Gymnopedie arrangiata da Thielemans. Allora Dio c'è.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 20:13 | link | commenti (1)
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domenica di non rico...

domenica di non ricordo quale giorno di novembre

Sono qua, sparpagliata. E' passato un pò di tempo ma son tornata. Bè si deve viaggiare no? Forse questa è la mia casa fantasma, un luogo di parole dove vegetare in attesa del volo.... pindarico e non che sia. La bora s'infiltra negli infissi a basso prezzo che intelaiano queste bianche finestre. C'è il nespolo qua fuori e, tra le sue fronde ormai rinsecchite, si agita una tovaglia con stampe a ciliegie che almeno due anni fa è caduta dai piani alti del condominio. Camera con vista , insomma. Il mio viaggio continua a rilento. L'altro giorno ho pianto. Dimentico le cose, e a volte dimentico di esistere. Ho un sonno atavico che mi attanaglia i polpacci.

Mi son decisa e sono tornata a nuotare. L'acqua è azzurra. M'immergo e inizio a anuotare a rana ...seguo con gli occhi le bolle che escono dalle mie narici e le mani che si congiungono e si aprono. C'è silenzio di acqua. Penso a mia madre che segue Mahler alla radio. Penso a mio padre. Che dolore. Ho un dolore immenso. Non riesco a non evitarlo. E' come se fosse di porcellana, e come mi avvicino a passi leggeri sul palchè temo che vada in pezzi. Dio quanto mi odio. Perchè non riesco a parlare? Ho la bocca cucita. Non riesco a parlare. Mi sono fatta un bozzolo.... lui mi sorride......come si fa a chiedere al proprio padre "come và?" Domanda del cazzo. Domanda estremamente del cazzo. Ed io non so che spiccicare quattro frasi banali del cazzo...il tempo , le nuvole, il lavoro. Mi detesto. Ho dentro talmente tanto che poi sputo frasi imbecilli, che non sono nemmeno mie. Vado ho sonno.

postato da: Lasibyllalibica alle ore 01:49 | link | commenti
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